APERTE LE PRENOTAZIONI PER I CAMPI ESTIVI DI VOLONTARIATO: SI PARTE!

Legambiente accoglie la richiesta dei territori di contribuire alla loro salvaguardia e valorizzazione; abbiamo dunque preparato tanti campi di volontariato in cui è necessaria la vostra partecipazione e per cui siamo pronti ad accogliere le vostre richieste, scegliete il campo che fa per voi!
Attività legate all’agricoltura, monitoraggio di abusi e difesa della legalità, studio e salvaguardia dellabiodiversità, attività per la tutela e la valorizzazione del territorio e delle sue risorse, interventi per la riduzione delrischio idrogeologico, promozione del turismo responsabile, conservazione delle aree protette, sono alcuni dei temi in cui interveniamo quest’anno.
Campi per adulti, per ragazzi (15-17 anni) e per famiglie (adulti e bambini dai 4 ai 14 anni), Il tutto arricchito daattività formative su temi specifici legati al campo stesso.
Tra le novità di quest’anno: Lampedusa, il Parco Nazionale della Majella, le isole Tremiti, Ustica, il Parco del Monte Barro, le Dune di Piscinas, Sarno e i Campi Flegrei.
Per chi vuole cimentarsi in un’esperienza internazionale, all’estero sono disponibili centinaia di campi in tutto il mondo: Francia, Germania, Spagna, Polonia, Giappone, India, Indonesia, Costa Rica, e tanti altri Paesi, per contribuire alla manutenzione di beni culturali e naturali e al benessere delle comunità locali.
Sul nostro sito trovate tutti i dettagli e il programma completo!

Ufficio Volontariato Legambiente O.N.L.U.S.
Via Salaria 403 – 00199 – Roma
06/86.268.403 – 06/86.268.323-4-6

Campi nazionali in Italia: volontariato@legambiente.it
Campi e progetti all’estero: outgoing@legambiente.it
Campi internazionali in Italia: incoming@legambiente.it

www.legambiente.it/volontariato/campi

2016-mar-10-01

“CHI GETTA SEMI AL VENTO FARA’ FIORIRE IL CIELO”, L’IMPEGNO DELLA V A GALILEI

 

Segnaliamo la pregevole testimonianza di civismo e cittadinanza attiva, aspetti, questi ultimi, che inevitabilmente fanno rima con rispetto dell’ambiente e qualità della vita, contenuta nel lavoro presentato dalla classe V A Galilei al tradizionale concorso di Legambiente per le scuole. Si tratta infatti di una riflessione, multidisciplinare e corredata di eloquenti immagini, che ricorda quanto sia necessario investire nella consapevolezza delle giovani generazioni per avere ancora, in futuro, un ecosistema in grado di garantire il benessere generale della società.

 

Gli alunni della classe V A conoscono bene il tema dell’inquinamento ambientale, delle discariche abusive, dei rifiuti tossici, delle malattie che derivano dal vivere nelle zone “dei fuochi”: si sono documentati sull’ argomento relativo al degrado naturale perché ne sono rimasti profondamente colpiti, hanno svolto temi e ricerche, hanno portato a scuola foto ed immagini, quasi a voler denunciare pubblicamente l’atteggiamento dell’uomo che pensa solo all’ arricchimento personale  senza curarsi della salute di tutti gli altri esseri viventi. Hanno portato foto ed immagini, quasi per dissociarsi da simili atteggiamenti, quasi per dire: “noi non siamo come loro”. Hanno partecipato, con i loro temi sull’inquinamento ambientale da rifiuti tossici, all’incontro svoltosi sabato 8 Febbraio a Pistoia, presso il Museo Marini,  in cui gli ospiti presenti, l’onorevole Scalia, ex Presidente della Commissione Inchiesta sulle Ecomafie,  colui che ha reso pubbliche le testimonianze del boss Schiavone sulla Terra dei Fuochi,  ed  Antonio Pergolizi, responsabile nazionale report sulle ecomafie di Legambiente, hanno aperto le coscienze dei molti presenti per denunciare la gravità degli atti commessi dalle  “mafie” nella gestione dei rifiuti nazionali. Presente anche Antonio Sessa, (Legambiente Pistoia).

L’opera realizzata interamente dagli alunni con i materiali da loro prodotti, s’intitola “Semi al vento”  e vuole lanciare un messaggio, ispirato al poeta di strada o writer Ivan Tresoldi che, come noi, crede in una vita più sana e pura, vera, nel rispetto dell’ambiente e dell’esistenza di tutti. Vuole anche essere una denuncia verso chi non ambisce ad una vita di tale genere, non rispetta il patrimonio naturale e vive nell’opportunismo e nel materialismo quotidiano. Ma, come un filo di speranza che emerge sul finale, l’opera si pone su due livelli o stratisotto, quello negativo, rappresentato dalle foto di montagne di rifiuti abbandonati nei campi, bruciati lungo le strade, nelle fosse, o da immagini di animali a rischio di estinzione per la difficoltà di sopravvivere nel loro habitat ormai deturpato ed alterato da plastiche e materiali abbandonati e, sopra, quello positivo, costituito dal messaggio di speranza e di riscatto dell’uomo nei confronti della natura:

Chi getta  semi al vento farà fiorire il cielo”,  (frase scritta da Ivan sul muro della darsena di Milano)

perché, comunque, nei ragazzi c’è sempre la voglia di vedere il “bicchiere mezzo pieno”; essi  nutrono la speranza di un futuro migliore e si sentono parte attiva di questo miglioramento perché, loro, sono carichi di entusiasmo e scevri da condizionamenti mentali.

Hanno conosciuto le opere di Ivan Tresoldi perché hanno letto in classe il suo bellissimo libro di poesie  e di “scaglie”, ossia brevi componimenti poetici dipinti su muri e parapetti delle città ed hanno ammirato la sua arte di strada, hanno conosciuto il fenomeno legato a “guerrilla gardening” e fatto amicizia con uno che ha veramente riempito le buche delle strade di Roma con fiori e piante. Per questo sono convinti che lanciando in aria i semi dell’amicizia, della solidarietà, dell’amore, e soprattutto del rispetto verso l’ambiente, verso se stessi e verso il prossimo, sarà possibile far fiorire il cielo, ossia far rinascere la Terra a nuova vita, più sana e più pura.

Anche la disposizione della frase sui due pannelli i ragazzi non l’hanno messa a caso: letta nel suo intero forma una V che ha due significati, quello di “vittoria” contro tutto quello che le immagini sotto rappresentano, ma anche quello di V, cioè di quinta, la loro classe.

I colori delle parole sono infine una scelta assai motivata: dal rosso fuoco, che indica la denuncia, la gravità degli atti umani sull’ambiente, l’intensità negativa delle foto, al giallo, passando per l’arancione, perché si vuole arrivare al giallo per antonomasia, cioè quello del sole che deve poter continuare a splendere sulla terra senza essere offuscato da nubi nere di copertoni bruciati, bensì in un cielo limpido e sereno, come quello dell’immagine incollata sotto l’ultima parola della scritta.

Gli alunni dell’I.C.S “Roncalli-Galilei” Classe V A

Ins: Linda Manzoni

Legambiente Pistoia. Puliamo il Mondo 2013 (Montagna Pistoiese e Ferrovia Porrettana)

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Anche quest’anno il circolo Legambiente di Pistoia aderisce a “Puliamo il mondo” la manifestazione internazionale di volontariato ambientale“ che si svolge in contemporanea in 120 paesi e ormai come tradizione dedica una giornata alla montagna pistoiese e alla Ferrovia Porrettana.
Torneremo a Piteccio venerdì 27 settembre dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e assieme agli alunni delle scuole Elementare di Piteccio e ripuliremo le scarpate all’imbocco del “Sentiero dello scoiattolo” che collega il paese di Piteccio a quello di Castagno, dove già l’anno scorso rinvenimmo un enorme discarica abusiva.
Raggiungeremo il sito dopo una camminata con il Presidente della Pro Loco di Piteccio che farà da guida mostrandoci le opere di ingegneria idraulica e ferroviaria relative alla Porrettana.
Purtroppo a causa di inciviltà e ignoranza, lungo i bordi delle strade di montagna è sempre più facile rinvenire ogni tipo di rifiuto, dalle gomme di auto, agli elettrodomestici, ai sanitari, ai materiali di scarto dei lavori edili (mattoni piastrelle eccetera), spesso semisepolti e stratificati nel tempo.
Per un mondo più pulito e più giusto e per ridare dignità ai luoghi che amiamo, gli adulti si caleranno lungo i pendii e i ragazzi recupereranno e divideranno i materiali.Non è difficile prevedere che anche quest’anno troveremo di tutto, dagli oggetti di uso comune alle cose più sorprendenti.
L’ iniziativa è espressione di alcune tra le battaglie più importanti di Legambiente, che vanno dalla riduzione dei rifiuti a un aumento della raccolta differenziata, dalla riqualificazione delle aree urbane alla valorizzazione degli ambienti naturali e dei parchi e alla diffusione di una corretta informazione e un’adeguata educazione ambientale sin dalla prima infanzia.

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INFORMATIVA FORMAZIONE: Corso di formazione cambiamenti climatici e risorsa acqua

Da Regione Toscana
SETTORE ISTRUZIONE E EDUCAZIONE

Gent.mi,
con la presente Vi segnaliamo l´attivazione del Corso in oggetto organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con l´Ufficio Scolastico della Toscana ed il Consorzio LaMMA -Laboratorio di Meteorologia Modellistica Ambientale.

Il corso ha l´obiettivo della costruzione di una Unità didattica su Cambiamenti Climarici e risorsa acqua ovvero un percorso formativo che s´innesti nel curricolo specifico fornendo:
* un quadro di conoscenze scientifiche sui fenomeni cambiamento climatico e scarsità delle risorse idriche
* la sperimentazione della gioco-simulazione
* strumenti utili per costruire assieme un´unità di competenza per creare maggiore consapevolezza e promuovere comportamenti virtuosi Il corso ha una durata di 20 ore alla fine del quale viene rilasciato un attestato, è rivolto ad insegnanti della scuola primaria, secondaria di I e II grado ed operatori del territorio e si svolgerà a livello locale con il programma di massima che alleghiamo.

L´iniziativa dà diritto all´esonero dal servizio per i docenti partecipanti, nei limiti stabiliti dal CCNL e senza oneri aggiuntivi per l’Amministrazione ministeriale.

Per le iscrizioni, consultare le date della propria zona e compilare esclusivamente on-line
il modulo rintracciabile su:
http://www.regione.toscana.it/iscrizione-corso-acqua

Per informazioni:

http://www.regione.toscana.it/-/corso-su-cambiamenti-climatici-e-risorsa-acqua
educazione.ambientale@regione.toscana.it

Cordiali saluti

Francesca Benassai
Regione Toscana
DG Competitività del Sistema Regionale e Sviluppo delle Competenze
Area di Coordinamento Istruzione e Educazione
SETTORE ISTRUZIONE E EDUCAZIONE
P.zza dell’Unità Italiana, 1 50123 Firenze
tel. 055 4382361
fax 055 4382033
francesca.benassai@regione.toscana.it

Concorso Arte Ecologica – IIIª Edizione

Sabato 18 maggio alle ore 15.00 vi aspettiamo numerosi presso il Centro Giovani di via Nazario Sauro, per la presentazione dei lavori realizzati per il concorso “Arte Ecologica” e la premiazione dei vincitori!!!

locandina_2013clicca sull’immagine per ingrandirla

 

Mostra “Ri-cicli virtuosi: la spazzatura che fa cultura”

In mostra i lavori realizzati dai ragazzi delle scuole pistoiesi di ogni ordine e grado, per l’edizione 2011 del concorso “Arte Ecologica” organizzato dallo SPER !!

clicca sull’immagine per ingrandirla

Ecosistema Scuola 2012 – XIII Rapporto di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi

Torino, 10 Novembre 2012 – Comunicato stampa

  • Il 50% degli edifici non possiede la certificazione di agibilità e di prevenzione incendi.
  • Bene invece i passi avanti nella sostenibilità
  • Trento, Piacenza e Verbania in testa alla graduatoria della qualità dell’edilizia scolastica
  • Torino prima tra le grandi città e Napoli prima tra quelle del sud
  • “Chiediamo l’apertura di un tavolo nazionale sull’edilizia scolastica e un piano straordinario per le scuole del Sud”

Per scaricare il dossier: Ecosistema Scuola 2012

Un’edilizia scolastica vecchia e ferma sugli storici problemi legati alla sicurezza. Sono infatti ancora troppe le emergenze irrisolte, poche le eccellenze e i passi avanti. La messa a norma delle scuole resta il tallone d’Achille numero uno: quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Senza contare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico. È questa la fotografia scattata da Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia.

Dati che confermano lo stallo in cui si trova la qualità del patrimonio dell’edilizia scolastica italiana, che fatica a migliorare anche a causa del freno agli investimenti generato dal Patto di Stabilità. Gli unici passi avanti fatti dalle scuole riguardano la sostenibilità e il monitoraggio dell’amianto.

Giunto alla XIII edizione, Ecosistema Scuola è stato presentato questa mattina a Torino. Tra i presenti Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente Scuola e Formazione, Daniela Ruffino, responsabile scuola ANCI, Umberto D’Ottavio, rappresentante UPI, Davide Mattiello, presidente Fondazione “Benvenuti in Italia”, Maria Grazia Esposito, Ance, Alberto Silvestri, sindaco di San Felice sul Panaro, Paolo Mellano, Politecnico di Torino, Gianni Giardiello, direttore Forum regionale per l’educazione e la scuola del Piemonte e Mariagrazia Pellerino, Assessore alle Politiche Educative della Città di Torino.

 Dall’indagine di Legambiente emerge che su 7.139 edifici scolastici di competenza dei comuni capoluogo di provincia presi in esame, circa il 60% è stato costruito prima del 1974, anno dell’entrata in vigore della normativa antisismica, mentre solo il 7% negli ultimi 20 anni. In particolare i nuovi edifici non sono costruiti secondo le tecniche sostenibili e innovative. Solo l’8,22% risulta costruito con criteri antisismici e lo 0,47% secondo criteri della bioedilizia. Sul fronte delle certificazioni, positivi i dati relativi alle porte antipanico (90,68%), alle prove di evacuazione (97,92%) e agli impianti elettrici a norma (82,38%).

 Per quanto riguarda invece la differenza qualitativa del patrimonio edilizio delle diverse aree del Paese, emerge che il 42,93% delle scuole del Sud e il 47,61% nelle Isole necessitano di interventi di manutenzione urgenti, maggiori del 10% della media nazionale; mentre le regioni del Nord e del Centro, rispettivamente con il 28,97% e il 24,79%, sono sotto la media nazionale. Una differenza che va letta anche alla luce degli investimenti medi per la manutenzione straordinaria (per singolo edificio): si passa dai 40.958,35 euro al nord ai 29.065,89 euro al sud. Invece per la manutenzione ordinaria nel settentrione si registra una media di investimento di 9.872,15 euro per singolo edificio contro i 4.501,12 euro del sud.

Il dossier di Legambiente sottolinea, inoltre, come negli ultimi due anni ci sia stato un calo totale degli investimenti in tutta Italia, con una contrazione in media di 40 milioni di euro per la manutenzione straordinaria per edificio scolastico. Regioni come Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna, da sempre fiori all’occhiello del settentrione nella gestione virtuosa dell’edilizia scolastica, dal 2008 ad oggi hanno registrato una diminuzione del 50% degli investimenti in manutenzione straordinaria e ordinaria (meno 55%), rivelando delle difficoltà nel mantenere la qualità degli standard di cura degli edifici.

Una situazione che peggiora al Sud, dove la media degli investimenti è inferiore a quella nazionale, nonostante vi sia una maggiore necessità d’interventi di manutenzione straordinaria. Senza contare la fragilità del territorio meridionale con il 14,25% delle scuole situate in aree a elevato rischio idrogeologico, il 63,06% in aree a rischio sismico e il 12,36% in aree a rischio vulcanico.

Qualche segnale positivo arriva, invece, dal monitoraggio sull’amianto all’interno degli edifici scolastici. Nel 2011 sono stati, infatti, 92,31% i comuni che hanno effettuato i controlli in questione e sono in crescita le azioni di bonifica al 3,10% contro il 2,58% del 2010.

Resta, invece, bassa l’attenzione per il radon, che viene monitorato solo dal 32,5% delle amministrazioni. Stesso discorso per le fonti d’inquinamento ambientale esterne come elettrodotti, emittenti radio televisive, antenne dei cellulari. Sono solo 5,19% i comuni che monitorano le scuole vicino ad elettrodotti (12%) e le amministrazioni (14,29%) che controllano gli istituti in prossimità di antenne cellulari(16,36%). L’11,36% degli edifici si trova, invece, a meno di un km da fonti di inquinamento acustico, mentre sono solo il 2,32% quelli che si trovano vicino a emittenti radio televisive.

“In questi tredici anni di indagine di Ecosistema Scuola – spiega Vanessa Pallucchi di Legambiente – abbiamo visto crescere la consapevolezza dell’importanza dell’edilizia scolastica come infrastruttura strategica del nostro Paese. Occorre andare oltre l’emergenza per parlare di come devono essere le nostre scuole del futuro: sicure, in classe energetica A, belle, educative e aperte al territorio. Per questo proponiamo che sia attivato un tavolo nazionale, che veda Ministero, Enti locali e soggetti della società civile mettere insieme le loro esperienze e la loro sensibilità per definire delle linee guida comuni verso le quali indirizzare la programmazione degli interventi e le risorse destinate ai nostri edifici scolastici. Per superare le attuali situazioni di emergenza, soprattutto presenti nel meridione d’Italia, riteniamo inoltre prioritario svincolare dal patto di stabilità gli interventi destinati alla messa in sicurezza delle scuole”.

Novità di quest’anno è il trend positivo delle buone pratiche, relative all’innovazione strutturale e la sostenibilità gestionale degli edifici. Interessanti i dati della raccolta differenziata, che dopo un periodo di stallo, registra forti segnali di crescita. La raccolta delle pile ha raggiunto ad esempio il 49,30%, con oltre 15 punti percentuali sopra il valore della passata edizione (33,90%). Bene anche la raccolta differenziata di carta (83,84%), plastica (71,51%), vetro (63,42%), organico (54,37%), toner (53,90%) e alluminio (51,77%). Segnali positivi arrivano anche nell’utilizzo dei pasti interamente biologici nelle mense (5,95%) e sale la percentuale media di prodotti biologici nei pasti, che si attesta al 56,29% contro il 52,38% dello scorso anno. Aumentano anche le cucine interne alle scuole (29,29%) rispetto al 21,53% del 2010. Dati negativi si registrano nell’utilizzo dell’acqua di rubinetto nelle mense scolastiche al 62,93%, con otto punti percentuali sotto il dato degli ultimi due anni.

Per quanto riguarda il risparmio energetico, restano buoni i dati sull’utilizzo delle fonti d’illuminazione a basso consumo, anche se registrano un lieve calo (60,58%) rispetto allo scorso anno (65,98%). Crescono invece di poco quelli relativi all’utilizzo di fonti rinnovabili (12,40%) contro l’11,56% del 2010. Tra le regioni che spiccano per l’utilizzo delle fonti rinnovabili ci sono Abruzzo (18,31%), Sardegna (23,38%), Toscana (18,03%), Veneto (28,05%). Fanalino di coda Basilicata e Molise, i cui comuni capoluogo dichiarano di non avere edifici scolastici che utilizzano fonti di energia pulita.

Sul fronte della mobilità urbana e della sicurezza, aumentano le transenne parapedonali (13,52%) e la presenza di “nonni vigili” (21%). Sono invece ancora troppo pochi gli istituti all’interno di isole pedonali, meno dell’1%; mentre le scuole in zone a traffico limitato sono il 4,42% e quelle dove è previsto, in prossimità della scuola, l’obbligo dei 30 km/h sono appena il 7,08%. In crescita le piste ciclabili vicino agli istituti (10,48%). Dato negativo riguarda la presenza di giardini o aree verdi nelle zone antistanti le scuole (62,89%), in continuo calo, con quasi 12 punti percentuali in meno rispetto a due anni fa (74,27%). Resta inoltre il problema di carenza delle strutture dedicate allo sport, di cui sono provviste solo il 52,60% degli istituti.

Comunque la voglia di investire nell’innovazione c’è, come dimostrano le quattro eccellenze segnalate da Ecosistema Scuola: l’asilo nido di Gaiole in Chianti (Si), l’eco scuola primaria di Scarmagno, in provincia di Torino, i servizi scolastici sostenibili a km ed emissioni zero avviati da diverse scuole piacentine e l’opera di riquificazione della scuola primaria statale Anna Frank da parte del comune di Giaveno, in provincia di Torino. Tutte strutture e servizi ecosostenibili.

In generale dalla fotografia di Ecosistema Scuola 2012 anche quest’anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale le città capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto in classifica Trento, seguito da Piacenza (2°), con una risalita di ben sette posizioni rispetto allo scorso anno, Verbania (3°), Prato (4°), Parma (5°), Reggio Emilia (6°), Pordenone (7°), Asti (8°), Terni (10°) che si confermano anche quest’anno nella top ten della graduatoria, quindi la nuova entrata Forlì (9°). Sul fronte delle regioni a guidare la classifica sono l’Emilia Romagna e il Piemonte, rispettivamente con 4 e 2 città tra le prime dieci, che con il Trentino Alto Adige e la Toscana si distinguono sulla qualità dei servizi e dell’edilizia scolastica. Apre invece la graduatoria delle grandi città Torino (11º) seguita da Firenze (17º). Anche quest’anno Napoli (29º) risulta prima tra le grandi città del sud. Invece Lecce (23º) e Benevento (26º) sono le prime città del sud in graduatoria, mentre Cagliari (47º) è la prima tra quelle delle isole.

Salgono in graduatoria Milano (42º), Bologna (54º), Bari (67º), scende Palermo (87º); mentre è fuori dalla classifica Roma, che anche quest’anno presenta dati incompleti.

Sul fronte dei servizi, a distinguersi sono invece Ascoli, Campobasso, Frosinone e Lucca per il servizio di scuolabus, Lecco per quello di pedibus che coinvolge quasi la metà degli edifici scolastici, Brindisi, Frosinone, Matera e Pisa per i pasti interamente biologici nelle mense scolastiche.

Per scaricare il dossier: Ecosistema Scuola 2012

L’ufficio stampa di Legambiente Nazionale
06-86268376-99-53

“EnergicaMente, a scuola di energie rinnovabili” – II edizione, anno scolastico 2012/2013

Dopo il grande successo della passata edizione, torna la Campagna educativa “EnergicaMente, a scuola di energie rinnovabili”, promossa da Estra, Legambiente e Giunti Progetti Educativi, il cui obiettivo è diffondere una cultura del risparmio energetico all’interno della comunità scolastica, coniugare gli aspetti educativi con quelli della sostenibilità ambientale, contribuire a migliorare gli stili di vita, informare i più giovani e le loro famiglie sulle tecnologie che utilizzano le energie rinnovabili.

La partecipazione alla campagna (percorsi didattici, laboratori teatrali e concorsi) è completamente gratuita.

Target di riferimento

Il progetto è rivolto alle classi V delle scuole primarie e alle classi I-II-III delle scuole secondarie di primo grado degli istituti scolastici dei comuni delle seguenti regioni:

Province: Arezzo, Prato, Siena.

Comuni: Agliana, Arcidosso, Calenzano, Campi Bisenzio, Capalbio, Castel del Piano, Castell’Azzara, Castiglione della Pescaia, Cinigiano, Follonica, Lastra a Signa, Magliano in Toscana, Montale, Monte Argentario, Montespertoli, Scansano, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa.

Le azioni di “Energicamente”

  1. 250 percorsi didattici in classe “Energicamente”;*
  2. 24 laboratori teatrali in classe “Energia del Teatro”;*
  3. Concorso “Ri-Energy” rivolto alle famiglie.

* le adesioni ai percorsi didattici e ai laboratori teatrali saranno selezionate in base alla data d’arrivo e a un’equa distribuzione nei territori.

Scarica la lettera informativa del progetto:
Energicamente – Lettera informativa

Ogni altra informazione è reperibile contattando Legambiente ai seguenti recapiti:

Referente Energicamente di Legambiente Pistoia
e-mail: david.casini@gmail.com

Referente Settore Scuola e Formazione – Legambiente Arezzo
e-mail: a.signorini@legambientearezzo.it