“CHI GETTA SEMI AL VENTO FARA’ FIORIRE IL CIELO”, L’IMPEGNO DELLA V A GALILEI

 

Segnaliamo la pregevole testimonianza di civismo e cittadinanza attiva, aspetti, questi ultimi, che inevitabilmente fanno rima con rispetto dell’ambiente e qualità della vita, contenuta nel lavoro presentato dalla classe V A Galilei al tradizionale concorso di Legambiente per le scuole. Si tratta infatti di una riflessione, multidisciplinare e corredata di eloquenti immagini, che ricorda quanto sia necessario investire nella consapevolezza delle giovani generazioni per avere ancora, in futuro, un ecosistema in grado di garantire il benessere generale della società.

 

Gli alunni della classe V A conoscono bene il tema dell’inquinamento ambientale, delle discariche abusive, dei rifiuti tossici, delle malattie che derivano dal vivere nelle zone “dei fuochi”: si sono documentati sull’ argomento relativo al degrado naturale perché ne sono rimasti profondamente colpiti, hanno svolto temi e ricerche, hanno portato a scuola foto ed immagini, quasi a voler denunciare pubblicamente l’atteggiamento dell’uomo che pensa solo all’ arricchimento personale  senza curarsi della salute di tutti gli altri esseri viventi. Hanno portato foto ed immagini, quasi per dissociarsi da simili atteggiamenti, quasi per dire: “noi non siamo come loro”. Hanno partecipato, con i loro temi sull’inquinamento ambientale da rifiuti tossici, all’incontro svoltosi sabato 8 Febbraio a Pistoia, presso il Museo Marini,  in cui gli ospiti presenti, l’onorevole Scalia, ex Presidente della Commissione Inchiesta sulle Ecomafie,  colui che ha reso pubbliche le testimonianze del boss Schiavone sulla Terra dei Fuochi,  ed  Antonio Pergolizi, responsabile nazionale report sulle ecomafie di Legambiente, hanno aperto le coscienze dei molti presenti per denunciare la gravità degli atti commessi dalle  “mafie” nella gestione dei rifiuti nazionali. Presente anche Antonio Sessa, (Legambiente Pistoia).

L’opera realizzata interamente dagli alunni con i materiali da loro prodotti, s’intitola “Semi al vento”  e vuole lanciare un messaggio, ispirato al poeta di strada o writer Ivan Tresoldi che, come noi, crede in una vita più sana e pura, vera, nel rispetto dell’ambiente e dell’esistenza di tutti. Vuole anche essere una denuncia verso chi non ambisce ad una vita di tale genere, non rispetta il patrimonio naturale e vive nell’opportunismo e nel materialismo quotidiano. Ma, come un filo di speranza che emerge sul finale, l’opera si pone su due livelli o stratisotto, quello negativo, rappresentato dalle foto di montagne di rifiuti abbandonati nei campi, bruciati lungo le strade, nelle fosse, o da immagini di animali a rischio di estinzione per la difficoltà di sopravvivere nel loro habitat ormai deturpato ed alterato da plastiche e materiali abbandonati e, sopra, quello positivo, costituito dal messaggio di speranza e di riscatto dell’uomo nei confronti della natura:

Chi getta  semi al vento farà fiorire il cielo”,  (frase scritta da Ivan sul muro della darsena di Milano)

perché, comunque, nei ragazzi c’è sempre la voglia di vedere il “bicchiere mezzo pieno”; essi  nutrono la speranza di un futuro migliore e si sentono parte attiva di questo miglioramento perché, loro, sono carichi di entusiasmo e scevri da condizionamenti mentali.

Hanno conosciuto le opere di Ivan Tresoldi perché hanno letto in classe il suo bellissimo libro di poesie  e di “scaglie”, ossia brevi componimenti poetici dipinti su muri e parapetti delle città ed hanno ammirato la sua arte di strada, hanno conosciuto il fenomeno legato a “guerrilla gardening” e fatto amicizia con uno che ha veramente riempito le buche delle strade di Roma con fiori e piante. Per questo sono convinti che lanciando in aria i semi dell’amicizia, della solidarietà, dell’amore, e soprattutto del rispetto verso l’ambiente, verso se stessi e verso il prossimo, sarà possibile far fiorire il cielo, ossia far rinascere la Terra a nuova vita, più sana e più pura.

Anche la disposizione della frase sui due pannelli i ragazzi non l’hanno messa a caso: letta nel suo intero forma una V che ha due significati, quello di “vittoria” contro tutto quello che le immagini sotto rappresentano, ma anche quello di V, cioè di quinta, la loro classe.

I colori delle parole sono infine una scelta assai motivata: dal rosso fuoco, che indica la denuncia, la gravità degli atti umani sull’ambiente, l’intensità negativa delle foto, al giallo, passando per l’arancione, perché si vuole arrivare al giallo per antonomasia, cioè quello del sole che deve poter continuare a splendere sulla terra senza essere offuscato da nubi nere di copertoni bruciati, bensì in un cielo limpido e sereno, come quello dell’immagine incollata sotto l’ultima parola della scritta.

Gli alunni dell’I.C.S “Roncalli-Galilei” Classe V A

Ins: Linda Manzoni

CENTRO STORICO. UN GIARDINO DI NOTEVOLE PREGIO

Il giardino del prof. Carlo Mariani merita senza ombra di dubbio una menzione speciale da parte di Legambiente Pistoia. Questo spazio verde di circa cento metri quadrati offre infatti  una serie di spunti di riflessione che la nostra associazione pone da tempo all’ attenzione generale. Sicuramente i giardini storici privati fanno parte a pieno titolo del patrimonio storico pistoiese, un patrimonio, però, particolare e delicato, che, necessariamente, non ha mai avuto troppa attenzione. Questo luogo si trova  a nemmeno 50 metri dalle formelle robbiane di piazza del Ceppo, tra Via Bonfanti e Via Tomba, la strada popolarissima e folkloristica, almeno fino all’entrata in vigore  della legge Merlin.  Uno dei tanti, quindi, giardini della città murata, storicamente ricca di antichi giardini nobiliari e orti urbani, elementi, questi ultimi, connaturati all’ identità stessa di Pistoia e del suo compatto tessuto urbano di città di antico regime.

E poi ancora l’acqua, altro fondamentale profilo caratteristico : il giardino è per l’appunto alimentato da due pozzi-cisterna distinti, che tutto l’anno forniscono gratuitamente questo bene comune –per il quale è in corso l’ importantissima battagli per la ripubblicizzazione-  per il fabbisogno irriguo. Come non ricordare in proposito  il sistema delle gore pistoiesi –una passava proprio in quei paraggi-,  parte del quale, probabilmente, verrà riscoperto con il prossimo parcheggio nell’area Pupilli e restituito ai cittadini.

La biodiversità della piccola oasi di casa Mariani è arricchita da una lunga parete di  edera –da cui si ode il classico richiamo dell’upupa- e da un ampio pergolato di rigogliosa uva fragola. Si ammira ancora il fabbricato, con tanto di mangiatoia,  che serviva ad ospitare i maiali. Questa era la vita fino a qualche generazione fa : i porci transitarono per piazza del Duomo fino al 1913, quando venne imposto il divieto. In definitiva si vuole ulteriormente ribadire che il modo di concepire e vivere gli spazi verdi, pubblici e privati, mostrato nelle immagini è quello che regala un’alta qualità della vita e che Legambiente  intende promuovere e valorizzare. Per questo motivo, e anche per aumentare il carattere naturalistico del luogo, la nostra associazione fornirà  alcuni nidi per uccelli, in maniera da poter avviare il primo piccolo bird garden del centro storico.

Premiazione concorso orti e giardini vissuti

L’associazione Ortoxorto e il Circolo Legambiente di Pistoia sono lieti di invitarvi alla festa di premiazione della seconda edizione del Concorso “Orti e Giardini vissuti” che si terrà sabato 29 settembre a partire dalle ore 16:00 nella limonaia di villa La Magia a Quarrata.
Per chi fosse interessato a partecipare, sarà presente uno stand per lo scambio di semi di ortaggi e fiori.

Vi attendiamo numerosi !!

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Premio Ri-prodotti e Ri-acquistati

 

 

FIRENZE, 25 SETTEMBRE                               COMUNICATO STAMPA

PREMIO RI-PRODOTTI e RI-ACQUISTATI:

Ecco i 9 comuni e l’azienda a partecipazione pubblica (selezionati da Revet e Legambiente Toscana), che con i loro acquisti verdi (i “Ri-prodotti” derivati dalle plastiche eterogenee delle raccolte differenziate toscane), hanno valorizzato le raccolte differenziate fornendo un esempio concreto ai propri cittadini

Nove comuni e un’azienda a partecipazione pubblica sono i vincitori del Premio Ri-prodotti e Ri-acquistati, che Legambiente e Revet hanno promosso nell’ambito di Puliamo il mondo e in collaborazione con Regione Toscana, Corepla e Coreve, per sottolineare le azioni virtuose da parte degli enti che hanno partecipato al bando regionale 2011 sugli acquisti verdi.

Tra gli oltre 50 enti che hanno partecipato al bando della regione (che ne ha emesso uno analogo per il 2012, con scadenza 2 ottobre), Revet e Legambiente hanno selezionato quelle realtà che per qualità e quantità degli acquisti, si sono  distinte, ovvero i comuni di: Calcinaia, Firenze, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Grosseto, Massa e Cozzile, Prato, San Gimignano, Siena e l’Asiu di Piombino.

Nel 2011 e nel 2012 una parte dei proventi dell’ecotassa è stata infatti destinata dalla Regione Toscana a incentivare gli acquisti verdi ovvero i prodotti realizzati in materiale riciclato, in particolare con le plastiche eterogenee (vaschette, retine, shopper, piatti e bicchieri usa e getta…) delle raccolte differenziate regionali.  La Toscana ha dimostrato di poter riciclare queste plastiche meno ‘nobili’ (altrimenti destinate alla termovalorizzazione), recuperando la materia e trasformandola in prodotti a valore aggiunto come gli arredi urbani per parchi e giardini.

“Questo premio va nella direzione e segna obiettivi su cui la Regione Toscana è impegnata da tempo. Siamo soddisfatti del risultato e ci auguriamo che funzioni da incentivo e da stimolo per tutti i Comuni toscani affinché investano un sempre maggiore impegno nella raccolta differenziata e al contempo nel riciclo effettivo dei materiali. Per questo la Regione è intervenuta con finanziamenti consistenti sia per promuovere queste attività sia per supportare la gestione di impianti di trattamento destinati a questo fine. La scommessa è duplice: da un lato ridurre la produzione di rifiuti e aumentare la raccolta differenziata, dall’altro incentivare le filiere del recupero. E cioè consolidando la green economy, creando nuovi settori produttivi e aprendo nuove opportunità di lavoro, un aspetto che ci sta molto a cuore nell’attuale situazione di crescente disoccupazione”. – E’ quanto sostiene l’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini.

In effetti in questi mesi in molti parchi pubblici toscani sono stati installati i primi arredi urbani (panchine, giochi, scivoli, staccionate, fioriere…) comprati dai comuni virtuosi che hanno partecipato al bando indetto dalla Regione che incentivava, con oltre un milione di euro, l’acquisto dei Ri-prodotti.

Una menzione speciale va all’Asiu di Piombino che ha effettuato direttamente gli acquisti verdi utilizzandoli poi per progetti ambientali nelle scuole e nei parchi dei comuni in cui gestisce il servizio di igiene urbana. Altra menzione speciale va poi al comune di Calcinaia, in provincia di Pisa, perché è stata l’unica amministrazione ad aver partecipato nel 2011 a tutti e tre i bandi regionali per gli Acquisti verdi . Oltre a quello sulle plastiche eterogenee infatti la Regione aveva emesso un bando per l’acquisto di contenitori per il passaggio alla raccolta monovetro, e quello per il riutilizzo del vetro fine, frazione non riciclabile nelle vetrerie, utilizzato per la realizzazione del sottofondo stradale della via Lucchesina che collega Calcinaia a Fornacette.

“E’ con piacere che segnaliamo il comportamento virtuoso di 9 comuni toscani (di cui 4 capoluoghi di provincia FI, PO, SI, GR) e di una azienda municipalizzata come l’Asiu per aver riacquistato prodotti su plastica riciclata della RD toscana. – dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – Le buone pratiche si stanno diffondendo ed è proprio con una buona emulazione che speriamo l’esperienza progettuale dei RI-PRODOTTI E RI-ACQUIISTATI si radichi e si rafforzi anche nei prossimi anni. Per questo, inviteremo Revet e Regione Toscana a non demordere e a continure sul sentiero di marcia già tracciato”.

Nell’ultimo anno, dunque, l’attenzione della Toscana si è focalizzata sulla frazione dov’è più difficile trovare sbocchi: le plastiche eterogenee (corrispondenti al 55% degli imballaggi plastici raccolti). Dalla fase di ricerca si è arrivati alla messa in produzione e commercializzazione dei Ri-prodotti in Toscana, manufatti nella cui composizione è presente il materiale plastico da Revet processato: componenti di scooter Piaggio; articoli casalinghi in vendita nella rete Coop; arredi per esterni; parti di prefabbricati; accessori per l’agroindustria…

Differenziare non è riciclare – ha detto il presidente di Revet Valerio Caramassi –  un concetto semplice, anche se troppo spesso le due parole vengono scambiate una  per l’altra. Revet ha realizzato progetti e investimenti per avviare al riciclaggio la massima quantità di rifiuti raccolti, selezionati e trattati (oltre 135.000 tonnellate l’anno di multimateriale, cioè vetro, plastiche, acciaio, alluminio, poliaccoppiati come tetra pak) in Toscana. Il nuovo piano industriale di Revet è orientato al massimo riciclaggio di queste frazioni: e se per i metalli, i poliaccoppiati e parte del vetro il riciclo è sempre stato garantito, così come per le frazioni nobili delle plastiche (il PET delle bottiglie di acqua, l’HDPE dei flaconi dei prodotti igienizzanti), sono invece determinanti gli sforzi di ricerca e industriali fatti recentemente da Revet per  arrivare ai Ri-prodotti in Toscana, che sono i nuovi manufatti o parti di prodotti realizzati dai partner Revet partendo dalle plastiche eterogenee, la frazione meno nobile delle plastiche, che altrimenti andrebbe a recupero energetico o a smaltimento”.

“Ringraziamo la Regione perché unica in Italia ha predisposto un sistema di incentivazione – ha concluso Caramassi – che è indispensabile per riuscire a colmare quel delta di costo rappresentato dalle inevitabili spese aggiuntive della filiera industriale del riciclo: con il riciclo è necessario operare in modo simile a come si è operato per le rinnovabili“.

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CONCORSO A PREMI PER LE AMMINISTRAZIONI. RI-PRODOTTI E RI-ACQUISTI.

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A settembre, in occasione di “Puliamo il Mondo”, saranno premiate le amministrazioni toscane più virtuose nell’acquisto dei Ri-proddotti, quei prodotti derivati dalle plastiche eterogenee delle raccolte differenziate, che in alternativa finirebbero o in discarica o negli inceneritori a recupero energetico. I Ri-prodotti fanno quindi parte degli ACQUISTI VERDI, cioè tutti quei beni che le amministrazioni e le aziende pubbliche e pubblico-private sono per legge  (203/2003, LR 25/98 e LR 61/07) chiamate a scegliere nelle loro forniture. In altre parole gli acquisti verdi costituiscono un anello della filiera del riciclo, la reimmissione nel mercato di manufatti realizzati con materiali raccolti in modo differenziato. Alcuni esempi : carta per stampanti e carta igienica, compost e terriccio per il verde pubblico, arredi per esterni come panchine, scivoli e tettoie. La Regione Toscana è inoltre la prima che incentiva questi prodotti rinnovabili che vengono realizzati e lavorati nelle alle aziende manifatturiere green, cioè del riciclo. SI tratta proprio di un settore  industriale d’eccellenza, sostenibile  -anche in provincia di Pistoia abbiamo un esempio !- che tratta le cosiddette materie prime seconde. Non dimentichiamo che l’obiettivo delle raccolte differenziate è l’effettivo riciclo della materia, non il raggiungimento di un mera  percentuale fine a se stessa! Amministrazioni di tutta la piana (ma anche  della montagna e della Valdinievole ), impegnatevi e gareggiate ! L’occasione è ghiotta per vincere ricchi premi, per dare un forte segnale a tutto il paese e per uscire dalla crisi. Altre informazioni sul sito www.revet.com.

LEGAMBIENTE CIRCOLO PISTOIA.