Il 28 febbraio lascia l’auto a casa!

lascia la bici a casa

Il 28 febbraio anche quest’anno sarà Lascio l’auto a piedi, la giornata senza auto senza imposizioni, semplicemente nostra. Si partecipa semplicemente non usando la macchina per l’intera giornata di giovedì 28 febbraio. Ogni persona che vuole aderire può farlo segnalando la sua partecipazione iscrivendosi all’evento su facebook qui:

e, se vuole, segnalando l’evento.
Anche quest’anno è Palmiro, il papero idolo delle fidanzate lontane, a sposare la causa delle città meno inquinate, e a pedalare con noi. Lo fa nel suo piccolo e bel video promo che trovate a questo indirizzo:
Aderite e partecipate! Chi volesse diffondere l’iniziativa, può farlo pubblicando un articolo sul proprio sito/blog, invitando i lettori ad iscriversi all’evento su facebook, pubblicando il video di Palmiro o ancora, esponendo in bella vista il banner di Lascio l’auto a piedi per qualche giorno (lo trovate qui: http://riciardengo.blogspot.it, il codice html dovrebbe essere questo: <a href=”http://riciardengo.blogspot.it/2013/02/lascio-lauto-piedi-2013.html“><img src=”http://imageshack.us/scaled/modthumb/203/lascialabiciacasa.jpg” /></a>)

Riprendiamo il treno e le stazioni

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Questa iniziativa è promossa dal CIUFER (Comitato Italiano Utenti delle Ferrovie Regionali), un’associazione spontanea (di cui fanno parte decine di Comitati di Pendolari del treno e molti cittadini che hanno a cuore le sorti del trasporto ferroviario regionale).

Il sistema ferroviario nazionale sta subendo una trasformazione che si traduce in un generale squilibrio nel diritto alla mobilità dei cittadini; si è scelto di privilegiare l’Alta Velocità concentrando ingentissime risorse su nuove linee (il cui costo unitario è risultato straordinariamente più elevato rispetto a quello di linee analoghe in altre nazioni europee) e su servizi destinati ad una componente di utenza limitata. In effetti nell’ultimo decennio gli investimenti per servizi ordinari e regionali sono stati minimi, di contro ingentissimi quelli per l’alta velocità (rapporto 4:100), mentre il rapporto fra utenza (pendolari) sulla breve percorrenza e utenti del TAV risulta del tutto inverso (2,9 milioni spostamenti locali giornalieri contro 300 mila spostamenti sulla lunga distanza). Uno squilibrio fra domanda e offerta incredibile; peraltro lo squilibrio è multiplo e pesante sotto diversi punti di vista: il TAV favorisce le relazioni fra le metropoli d’Italia, spesso marginalizzando il resto del territorio; il TAV è fruibile solo dalle popolazioni del Nord Italia (si ferma infatti in Campania, con soluzione di continuità a Sud); il TAV presenta tariffe costose (accessibili solo a ceti a reddito medio-alto) e quindi è discriminante; il TAV non si integra con le reti regionali; il TAV non raggiunge le aree periferiche, collinari e montane.

La consapevole e scientifica destinazione di risorse sul TAV ha fatto il paio con una politica tesa all’abbandono delle reti esistenti e dei servizi ordinari a lunga percorrenza, regionali e delle ferrovie minori. Si è andato depauperando e degradando un patrimonio di infrastrutture, strutture e stazioni che era stato edificato in oltre un secolo e che aveva contribuito ad unire l’Italia, a favorire gli scambi di persone, culture, merci, a sviluppare intere aree del paese. Dimentichi dell’energia, delle risorse umane e finanziarie, dei saperi e delle tecniche costruttive storiche espresse dall’ingegneria italiana, si è sacrificato tutto sull’altare del mercato e dei profitti, nella logica thatcheriana scellerata e perdente del privatizzare a tutti i costi.

Il servizio ferroviario è stato affossato attraverso una miriade di azioni deleterie, sempre giustificate da sedicenti motivazioni efficientiste; si è così assistito nel tempo a fenomeni quali:

  • manutenzioni ritardate o non eseguite, fino a rendere le linee impraticabili o spezzate in tronconi di scarsa utilità;
  • eliminazione dei binari di precedenza e d’incrocio, specie nelle stazioni di testa (c. d. Rete snella);
  • tagli di migliaia di km di linee (solo nell’ultimo anno sono state falcidiate decine di linee regionali in tutta la penisola);
  • cancellazione di migliaia di corse;
  • cancellazione dei treni a lunga percorrenza fra Nord e Sud del paese e treni notte;
  • autoservizi sostitutivi, spesso di qualità modesta, in parallelo;
  • coincidenze estremamente scomode;
  • invecchiamento del materiale rotabile, senza rinnovo o potenziamento adeguato;
  • peggioramento continuo dei servizi in termini di offerta e qualità (pulizia, servizi agli utenti, sicurezza);
  • orari mal concepiti, non coordinati, spesso modificati senza preavviso, sempre più frequenti soppressioni di corse.

Le manifestazioni locali dei pendolari e dei cittadini, occasionali, magari anche forti e partecipate, pur numerose e frequenti, non riescono a smuovere i vertici di governo. Politici e gestori dei servizi assumono promesse vaghe e lasciano sbollire la rabbia dei cittadini, lasciando insolute le questioni e rinunciando al rilancio delle Ferrovie Regionali.

Noi vogliamo organizzare le forze ed attivare forme di lotta e di rivendicazione più incisive, secondo strategie chiare e azioni innovative, chiamando a raccolta i movimenti diffusi sul territorio per dar loro una stessa voce, una voce però molto forte. Vogliamo dire ai ministri, agli assessori regionali, ai dirigenti delle Ferrovie, ai Moretti di turno che ci siamo stancati dei loro giochi sulla pelle della comunità. Vorremmo far capire che siamo determinati e abbiamo numeri, competenze e capacità per essere incisivi; lo facciamo con delle proposte, lo facciamo in modo costruttivo, la facciamo con alcune iniziative di mobilitazione a scala nazionale.

La prima di queste iniziative prevede il presenziamento di tutte le stazioni d’Italia da parte dei sindaci, delle associazioni e dei singoli cittadini sensibili alla Vertenza, Sabato 16 febbraio 2013, non a caso una settimana prima della data delle elezioni politiche.

Non bloccheremo i treni, al contrario invitiamo tutti a viaggiare su un treno regionale in giornata anche per un breve tragitto, in modo da riempire tutti i treni e le stazioni. Dibattiti, letture di poesie e brani di letteratura, distribuzione di volantini, discussioni sui temi della Vertenza avranno luogo in tutte le stazioni. Laddove i treni sono stati cancellati si farà una marcia a piedi simbolica lungo la ferrovia in adiacenza alle stazioni. Chiederemo ai politici candidati di firmare la nostra vertenzaŠe vigileremo sui loro comportamenti in sede di governo.

All’iniziativa hanno aderito anche Legambiente e Italia Nostra. Altre associazioni e movimenti stanno ufficializzando la loro adesione. Chiediamo a tutti di segnalare la loro presenza, in qualità di associazioni o semplici cittadini, e di divulgare l’evento attraverso social network, giornali on line, giornali ordinari, radio e TV locali. Proviamoci! Riprendiamoci i treni e le stazioni!

 

 

 

 

COMUNICATO CONGIUNTO DI LEGAMBIENTE PISTOIA E COMITATO VIVA LA PORRETTANA VIVA

DUE PESI E DUE MISURE
COMUNICATO CONGIUNTO
DI LEGAMBIENTE PISTOIA E COMITATO VIVA LA PORRETTANA VIVA

Legambiente Pistoia e il Comitato Viva la Porrettana Viva salutano con soddisfazione l’approvazione della mozione che ha portato alritiro della delibera sui tagli alla linea Pistoia-Montecatini. Lo ritengono un gesto doveroso e soprattutto di buonsenso.
Invitano comunque tutti gli utenti del trasporto pubblico e tutti i comitati che li rappresentano a non cantare vittoria e a non abbassare la guardia ed anzi ad unirsi per fare fronte comune in una unica grande vertenza generale per il trasporto pubblico locale.
Fa piacere aver visto una levata di scudi da parte degli amministratori locali in difesa degli interessi dei cittadini, che infatti ha sortito l’effetto di far ritirare la delibera della Giunta Regionale.
Lascia perplessi però che lo stesso atteggiamento e la stessa determinazione non si siano adottati anche nel 2011 in occasione dei tagli alla Ferrovia Porrettana e ci si domanda il perché di due pesi e due misure.
Perché invece nella questione della Ferrovia Porrettana le ragioni che hanno guidato le scelte degli amministratori sono state semplicemente le esigenze della Regione di risparmiare, della Copit azienda in crisi che aveva bisogno di una boccata di ossigeno e di Trenitalia che voleva ridurre i treni “poco redditizi economicamente”, per evitare gli incroci e poter quindi togliere gli scambi e ridurre così i costi di manutenzione?
Forse per via dello scarso peso politico degli amministratori locali della montagna?
O forse perché la montagna non rappresenta un altrettanto vasto bacino elettorale?
Perché Il 02 marzo 2011 nella seduta di Consiglio n. 034 ad un analoga mozione di ritiro del provvedimento relativo alla Porrettana dei Consiglieri Sgherri, Locci e Gambetta Vianna (Mozioni 262 e 264), il Consigliere Venturi invece di procedere alla votazione propone il rinvio in commissione del provvedimento per il riesame (che tra l’altro non ha avuto alcun esito e i tagli sono stati confermati)? Perché due pesi e due misure?
Per i tagli sulla Pistoia-Montecatini i Consiglieri regionali Bini e Venturi si sono mostrati agguerriti e determinati…
Perché invece giovedì 22 dicembre 2011 propongono una mozione (la n.225) che contiene tra le altre cose la reintroduzione di alcune corse di treni in Porrettana che viene approvata dal Consiglio all’unanimità e poi “si dimenticano” di farla applicare? Perché ancora due pesi e due misure ?
Se è vero che il Consigliere Venturi si è in qualche misura adoperato per evitare la rimozione degli scambi di Molino del Pallone, ci si domanda ancora il perché per due situazioni analoghe si adottino due comportamenti opposti ? Che cosa fa la differenza per usare in modo così sfacciato due pesi e due misure ?
Forse la differenza l’ha fatta il Sindaco di Borgo a Buggiano?
Intanto Legambiente e il Comitato hanno chiesto un colloquio con il Sindaco di Pistoia.

CONFERENZA STAMPA. UNO STIMOLO PER L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

La conferenza stampa di giovedì 18 ottobre, alla libreria “Lo spazio di via dell’ospizio”, convocata a cinque mesi dalle elezioni da Legambiente e WWF di Pistoia, vuole essere uno stimolo per l’amministrazione e la politica in generale. Serve in particolar modo a ricordare quei famosi dieci punti su cui gli allora candidati a sindaco si trovarono tutti d’accordo. Si tratta perciò non di una polemica, ma di una sollecitazione affinché il sindaco, la giunta e i consiglieri di maggioranza e opposizione si facciano carico di dar seguito ad una pianificazione virtuosa in materia di: mobilità, urbanistica, rifiuti, biodiversità/vivaismo e consumo di suolo. In attesa anche di sapere se le istituzioni democratiche intendono rispettare la sentenza della Corte Costituzionale in merito al sistema idrico integrato e alle vicende referendarie. Vicende, queste dell’acqua bene comune, che, in una città legalitaria, dove si corre la staffetta della legalità [in questi giorni, iniziativa per le scuole n.d.r.] e dove fino all’altro ieri campeggiava l’immagine di Falcone e Borsellino su palazzo di Giano, dovrebbero gridare vendetta.

Antonio Sessa, bandiera dell’ambientalismo pistoiese e non solo, apprezza la scelta dell’amministrazione di sostituire con un parco pubblico parte delle costruzioni previste nell’area ex Breda,  una zona che sarà invivibile e piena di disagi, più antropizzata di viale Adua. Ha invece più di una perplessità sulla previsione di ulteriore espansione a Pistoia sud  –Esselunga, piscina olimpionica, residenze, etc…-  dove ancora non è pervenuta alcuna programmazione del parco annesso all’ospedale al campo di volo, promesso invece in tutte le lingue dai politici che scelsero quel sito per il presidio ospedaliero. In generale il presidente di Legambiente segnale la situazione di degrado di alcune periferie, alcune fuori dal limite della decenza : in via del Casello, per esempio, dove sono stati fatti i lavori idraulici da due anni, c’è un unico canale che raccoglie acque nere e grigie e che scarica nel Brusigliano. Di fatto c’è una palude e quando piove questa fogna a cielo aperto si infiltra letteralmente nelle case. Non è accettabile nel 2012. Ugualmente super critica rimane la viabilità di alcune aree interessate da vivai e relativi tir giganti, che sono costretti a passare da stradine larghe due metri e mezzo, come p.e. via del Bollacchione. Luci e ombre sulla nuova ZTL del centro storico : è doverosa, ma ora come ora rischia d’essere affrettata; occorre fornire posti auto a residenti e fruitori del centro.  Basta, a tal fine,  attrezzare quello che sarà l’ex ospedale di viale Matteotti  -400 e rotti posti auto- e riqualificare l’area Pupilli -160 posti-  archiviando definitivamente l’insostenibile –come dimostrato da più parti- ipotesi San Bartolomeo.

Pierluigi Palandri, del WWF, ricorda l’urgenza di prevedere isole ecologiche a servizio della raccolta differenziata : senza queste infrastrutture non è pensabile di raggiungere una R.D. capillare come  richiedono le normative europee e nazionali [il 65%, con successivo avvio al riciclo di materia n.d.r.] e come hanno già fatto molti comuni toscani. Si pone inoltre l’esigenza di riconvocare un osservatorio sul vivaismo, costituito in passato con tanto di norme tecniche d’attuazione, per il controllo e la tutela della principale risorsa economica territoriale. Rileva poi che con la nuova amministrazione l’aria comunque è cambiata.

Samuele Pesce –Legambiente- torna sulla mobilità : la promessa del tavolo di concertazione regionale sulla Porrettana non è stata mantenuta, si vuole creare ad arte un disservizio per chiudere la storica linea. Dove sono tutti gli allora candidati a sindaco che misero la faccia per rilanciare la montagna e la sua strada ferrata ? In aggiunta, a fronte del quasi fallimento dell’azienda che gestisce l’impianto di teleriscaldamento a Sammommè,  invita il comune a farsi garante nei confronti di cittadini e Ass. dei boscaioli . Non passi l’idea  che il riscaldamento a biomasse sia  sbagliata : se nell’operazione qualcuno ha commesso degli errori, ricadranno sui responsabili  [ ed eventualmente le responsabilità saranno chiarite dalla magistratura n.d.r.].

Lorenzo Cristofani –Legambiente-  raccomanda la massima trasparenza e coraggio in vista dell’elaborazione del Regolamento Urbanistico e del piano del area Ceppo : nascerà l’ufficio per la città storica per mantenere un equilibrio tra città antica e città che cresce. In quest’ottica gli orti monastici legati alla storia e all’identità pistoiese – orti del Vescovado e orti di San Bartolomeo-  necessiteranno di valorizzazione, non di banalizzazione, così come tutto quel poco di verde che rimane nel centro –ci sono standard di verde fruibile da rispettare!  Auspica che “Stop al consumo di suolo” non sia solo uno slogan -se proprio si deve costruire si costruisca sul costruito- e soprattutto che si inizi a sviluppare le costruzioni in legno: si darebbe così senso ai corsi di formazione, finanziati anche dagli enti pubblici locali, appunto su strutture di questo materiale.

 

Treni turistici si grazie! Dei pendolari ci siamo dimenticati?

La Regione Toscana e la Provincia di Pistoia hanno promosso e finanziato una serie di treni speciali turistici, iniziata con il “Treno del giallo” di venerdi scorso e che proseguirà fino a dicembre con il “Treno delle castagne” e il “Treno dei mercatini”.
Legambiente e il “Comitato Viva la Porrettana Viva” dicono sì ai treni turistici, perché sono utilissimi per promuovere la Ferrovia Porrettana e il territorio, ritengono queste iniziative un segnale tangibile di interesse da parte delle Istituzioni e parteciperanno sempre con il massimo entusiasmo e spirito collaborativo.
Ma se da una parte Regione e Provincia dimostrano sensibilità alla questione e riconoscono il valore e le potenzialità della ferrovia, perché dall’altra parte pare che facciano  finta di ignorare che in Porrettana a tuttoggi il servizio è ridotto a sei sole corse, che sono assolutamente insufficienti a garantire un servizio minimamete fruibile per i pendolari?  Basta nascondersi dietro all’alibi della mancanza di fondi!
I fondi necessari per reinserire 2 o 3 corse sono ancora lì, impiegati o sprecati a detta di molti, su quegli autobus prima sostitutivi e successivamente integrati nel tpl della montagna.
Se si vuole veramente salvare la ferrovia, non è sufficiente la valorizzazione turistica, servono interventi di razionalizzazione del servizio efficaci nell’immediato, che sarebbero assolutamente possibili se solo ci fosse la vera volontà di realizzarli.
L’impressione, putroppo, è che certe azioni pur lodevoli abbiano lo scopo di voler celare o far dimenticare scelte politiche che non sono a favore dei cittadini, ma funzionali agli interessi economici delle aziende di trasporto pubblico.  Tuttoggi nel servizio si puo’ assistere a cose che hanno il sapore di una beffa: come si puo’ concepire che un autobus  parta da Pistoia 10 minuti prima dell’uscita dalle scuole?.
Oltretutto ci domandiamo, ma che fine ha fatto il tavolo che doveva aprirsi con tutti i comuni interessati e anche le istituzioni emiliane? E soprattutto ad oggi abbiamo ancora ottenuto un impegno scritto da parte di RFI a non dismettere gli scambi delle stazioni di Molino del Pallone, Piteccio e Corbezzi, che già stavano per essere rimossi lo scorso aprile e solo un presidio di cittadini è riuscito ad evitare?
Nell’ultima assemblea tenutasi a Pracchia, sempre lo scorso aprile, Samuele Bertinelli, successivamente eletto sindaco di Pistoia, dimostrò di aver compreso perfettamente la questione Porrettana, parlò della necessità dello svilippo turistico ma anche e soprattutto della necessità di creare un servizio misurato sulle esigenze dei cittadini. Ad oltre 4 mesi dalle elezioni, adesso è il momento di sentire la voce del Sindaco e soprattutto vederla tradotta in passi concreti che portino a sciogliere quello che è il vero nodo politico della questione, ovvero che la Ferrovia Porrettana non puo’ vivere con un servizio ridotto a sei sole corse giornaliere.

Samuele Pesce
Legambiente Pistoia

Tram Treno per la piana

 COMUNICATO STAMPA

 TRAM TRENO PER LA PIANA

OTTIMA NOTIZIA: IL PROTOCOLLO ROSSI-RENZI “SPOSA” IL TRAM TRENO

DI LEGAMBIENTE E LABMOB

         Firenze, 17 Settembre 2012                                       comunicato stampa

“Finalmente un’ottima notizia: sta diventando realtà la proposta di estendere la tramvia ai comuni della Piana Fiorentina, proposta avanzata per la prima volta da Legambiente nel 2008 e ripresentata recentemente dalla stessa associazione assieme a Labmob (Laboratorio per la Mobilità sostenibile)” – lo affermano Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana e Piero Baronti, Coordinatore di Labmob, gruppo di lavoro composto da tecnici, docenti universitari ed esperti di varia estrazione che si sono costituiti intorno all’idea-progetto Tram Treno.

 “Come Legambiente e Labmob – continuano Ferruzza e Baronti – abbiamo proposto il tram treno, una tipologia di trasporto originale per l’Italia, comunque in corso di omologazione, ma ben presente in Europa. La caratteristica principale è che può viaggiare sia su tracciati ferroviari che tranviari, a velocità diverse. Utilizzando i binari dedicati dei treni si riducono anche gli investimenti per la realizzazione dell’infrastruttura. Ma essere allo stesso tempo tram gli consente di garantire un servizio di collegamento nei centri urbani, dove è molto più alta la domanda di mobilità. Nel caso del tram treno della Piana si tratta di dotare l’intera area metropolitana di un sistema di mobilità collettivo, utilizzando in parte le infrastrutture ferroviarie esistenti e ipotizzando tre corridoi di trasporto pubblico (anche su gomma) connessi al tracciato del tram treno. L’idea-progetto prevede 2 fasi: la linea tram treno Firenze-Osmannoro-Campi B. (Fase1) e la linea tram treno Campi. B.-Prato Est (Fase 2)”.

 “Il protocollo d’intesa Rossi-Renzi prevede la tramvia fino a Campi Bisenzio e il potenziamento del sistema ferroviario nell’area omogenea fiorentina. Le due proposte si sposano perfettamente – concludono Legambiente e Labmob –  adesso però è necessario estendere il progetto tramviario fino a Prato, attraverso un collegamento che unisca Firenze, i comuni della Piana Fiorentina e la città laniera”.

 

 Ufficio stampa Katia Rosanna Rossi  – 055.6810330 /347.3646589