X° CONGRESSO LEGAMBIENTE: TEAM DI COMUNICAZIONE CERCASI

Care e cari,
in occasione del X° congresso che, come sapete, si svolgerà a Milano a dicembre, ci piacerebbe organizzare un team di comunicazione composto da tutte le persone che abbiano voglia di collaborare con l’ufficio stampa e nuovi media del nazionale per comunicare al meglio e con tutti gli strumenti possibili il congresso e gli eventi correlati.
Questa potrebbe essere l’occasione per mettere in contatto diretto tutte le persone che a vario titolo si occupano o vorrebbero occuparsi di comunicazione in Legambiente. Noi potremo allargare la squadra e avvalerci delle competenze – ma anche della curiosità e delle idee – dei nostri colleghi sul territorio, mentre per i regionali e i circoli può essere una buona occasione per una formazione mirata dei propri collaboratori.
Insomma, dal 9 al 13 dicembre saremo a Milano per riprendere, fotografare, twittare, postare e intervistare il variegato mondo che compone la nostra associazione e per far questo nel migliore e anche più gradevole dei modi cerchiamo volontari.
Abbiamo bisogno di social media manager che moderino le piazze tematiche (chiunque abbia una buona conoscenza dei principali social network e/o sappia utilizzare bene twitter può farlo, previa breve formazione!) e che alimentino i vari social network (facebook, twitter e instagram) di contenuti dal congresso.
Cerchiamo fotografi che sappiano cogliere la varietà e la particolarità dei partecipanti, che immortalino i momenti più emozionanti e che fotografino gli ospiti istituzionali.
Cerchiamo addetti stampa (o aspiranti tali), che contribuiscano a produrre comunicati, dichiarazioni e testi ad hoc, video maker o spigliati intervistatori, con un’esperienza di base che possano lavorare autonomamente e cimentarsi nel settore video o aiutare i nostri operatori ufficiali.
Pensiamo possa essere una buona occasione di scambio e conoscenza, e quindi vi preghiamo, di considerare questa proposta e di risponderci entro il 15 novembre 2015 compilando la scheda in calce, e inviandola a m.dominici@legambiente.it e v.valentini@legambiente.it.

Grazie!
Rossella Muroni
Direttrice Generale

Milena Dominici
Capo ufficio stampa

Viviana Valentini
Redazione Media Digitali

Scheda candidatura
Nome e Cognome…………………………………………………………………………………………………………………………
Circolo ……………………………………….…………………………………………………………………… Provincia …………….
Cell…………………………………………………………….. Email ………………………………………………………………………..
Tu sei o vorresti partecipare come:
Fotografo []
Hai una macchina fotografica? Sì [] No []
Video maker []
Hai una videocamera? Sì [] No []
Addetto stampa []
Addetto new media []
Altro? ( Specificare): ……………………………………………………………………………………………..

Quando arrivi a Milano? ……………………………………..
E ti fermi fino a quando? ………………………………………..

Vuoi aggiungere qualche informazione o farci qualche domanda?
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Rossella Muroni
Direttrice Generale
*Legambiente Onlus*
Via Salaria 403
00199 Roma
tel. 06/86268304
fax 06/23326011

http://www.legambiente.it

direzione@legambiente.it

Rapporto Comuni rinnovabili

Care e Cari,

come sapete la scorsa settimana abbiamo presentato il Rapporto Comuni rinnovabili raccontando gli straordinari successi che la crescita delle fonti pulite nel territorio italiano ha consentito di raggiungere in Italia, malgrado barriere e interventi da parte dei Governi. Il modello che noi abbiamo in mente, fatto di migliaia di impianti distribuiti nel territorio italiano, integrati nell’ambiente e nel paesaggio, può consentire di andare oltre i risultati di questi anni (nel 2014 il 38% dei consumi elettrici è venuto dalle rinnovabili e siamo il primo Paese al mondo per contributo del solare) e vedere protagonisti i cittadini e i territori, in modo da creare opportunità in Italia, in Europa e nel mondo.

Ma perché questa prospettiva sia possibile abbiamo bisogno di far sentire forte la voce di chi chiede un cambiamento nella direzione dell’autoproduzione da fonti rinnovabili. Oggi infatti questa prospettiva che permetterebbe a Comuni e imprese, cooperative e condomini di prodursi e distribuire energia da rinnovabili è bloccata da barriere e regole che premiano le fonti fossili e bloccano una innovazione che è nell’interesse dei cittadini e del Paese, oltre che dell’ambiente.

Per questo motivo abbiamo presentato venerdì a Pesaro un Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di individuare le barriere che oggi impediscono queste innovazioni e coglierne appieno i vantaggi in termini ambientali, occupazionali, sociali nei diversi territori. Perché nel testo chiediamo di togliere tutte le barriere all’autoproduzione e alla produzione e scambio di energia da fonti rinnovabili nei territori. Oggi questa prospettiva aprirebbe le porte ad innovazioni straordinarie per i territori, i cittadini, le imprese ma purtroppo ha di fronte barriere e nemici, perché ridurrebbe ancora di più il ruolo delle centrali termoelettriche.

Ora abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per diffondere e far firmare il Manifesto a centinaia di Sindaci da tutta Italia. Il nostro obiettivo è di organizzare nei prossimi mesi iniziative in tutta Italia per far conoscere il tema e le opportunità dell’autoproduzione da rinnovabili facendo firmare il Manifesto a centinaia di Sindaci, coinvolgendo cittadini, associazioni, cooperative e imprese per costruire una mobilitazione dal basso capace di cambiare in Parlamento le regole che oggi bloccano queste innovazioni. Il Manifesto sarà infatti uno degli strumenti fondamentali della nostra azione nella Campagna sul clima verso la Conferenza di Parigi.

Sul sito di Legambiente e a questo link http://www.comunirinnovabili.it/le-comunita-dellenergia trovate il Manifesto e la scheda di adesione dei Sindaci, in allegato una bozza di lettera da mandare ai Sindaci. Per qualsiasi chiarimento o informazione potete contattare Katiuscia Eroe k.eroe@legambiente.it 0686268402

Un caro saluto

Rossella Muroni, direttrice generale Legambiente
Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente

 

Manifesto lettera sindaci Lettera circoli su Manifesto

Ecosistema Scuola 2012 – XIII Rapporto di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi

Torino, 10 Novembre 2012 – Comunicato stampa

  • Il 50% degli edifici non possiede la certificazione di agibilità e di prevenzione incendi.
  • Bene invece i passi avanti nella sostenibilità
  • Trento, Piacenza e Verbania in testa alla graduatoria della qualità dell’edilizia scolastica
  • Torino prima tra le grandi città e Napoli prima tra quelle del sud
  • “Chiediamo l’apertura di un tavolo nazionale sull’edilizia scolastica e un piano straordinario per le scuole del Sud”

Per scaricare il dossier: Ecosistema Scuola 2012

Un’edilizia scolastica vecchia e ferma sugli storici problemi legati alla sicurezza. Sono infatti ancora troppe le emergenze irrisolte, poche le eccellenze e i passi avanti. La messa a norma delle scuole resta il tallone d’Achille numero uno: quasi la metà degli edifici scolastici non possiede le certificazioni di agibilità, più del 65% non ha il certificato di prevenzione incendi e il 36% degli edifici ha bisogno d’interventi di manutenzione urgenti. Senza contare che il 32,42% delle strutture si trova in aree a rischio sismico e un 10,67% in aree ad alto rischio idrogeologico. È questa la fotografia scattata da Ecosistema Scuola 2012, il rapporto di Legambiente sulla qualità delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia.

Dati che confermano lo stallo in cui si trova la qualità del patrimonio dell’edilizia scolastica italiana, che fatica a migliorare anche a causa del freno agli investimenti generato dal Patto di Stabilità. Gli unici passi avanti fatti dalle scuole riguardano la sostenibilità e il monitoraggio dell’amianto.

Giunto alla XIII edizione, Ecosistema Scuola è stato presentato questa mattina a Torino. Tra i presenti Vanessa Pallucchi, responsabile Legambiente Scuola e Formazione, Daniela Ruffino, responsabile scuola ANCI, Umberto D’Ottavio, rappresentante UPI, Davide Mattiello, presidente Fondazione “Benvenuti in Italia”, Maria Grazia Esposito, Ance, Alberto Silvestri, sindaco di San Felice sul Panaro, Paolo Mellano, Politecnico di Torino, Gianni Giardiello, direttore Forum regionale per l’educazione e la scuola del Piemonte e Mariagrazia Pellerino, Assessore alle Politiche Educative della Città di Torino.

 Dall’indagine di Legambiente emerge che su 7.139 edifici scolastici di competenza dei comuni capoluogo di provincia presi in esame, circa il 60% è stato costruito prima del 1974, anno dell’entrata in vigore della normativa antisismica, mentre solo il 7% negli ultimi 20 anni. In particolare i nuovi edifici non sono costruiti secondo le tecniche sostenibili e innovative. Solo l’8,22% risulta costruito con criteri antisismici e lo 0,47% secondo criteri della bioedilizia. Sul fronte delle certificazioni, positivi i dati relativi alle porte antipanico (90,68%), alle prove di evacuazione (97,92%) e agli impianti elettrici a norma (82,38%).

 Per quanto riguarda invece la differenza qualitativa del patrimonio edilizio delle diverse aree del Paese, emerge che il 42,93% delle scuole del Sud e il 47,61% nelle Isole necessitano di interventi di manutenzione urgenti, maggiori del 10% della media nazionale; mentre le regioni del Nord e del Centro, rispettivamente con il 28,97% e il 24,79%, sono sotto la media nazionale. Una differenza che va letta anche alla luce degli investimenti medi per la manutenzione straordinaria (per singolo edificio): si passa dai 40.958,35 euro al nord ai 29.065,89 euro al sud. Invece per la manutenzione ordinaria nel settentrione si registra una media di investimento di 9.872,15 euro per singolo edificio contro i 4.501,12 euro del sud.

Il dossier di Legambiente sottolinea, inoltre, come negli ultimi due anni ci sia stato un calo totale degli investimenti in tutta Italia, con una contrazione in media di 40 milioni di euro per la manutenzione straordinaria per edificio scolastico. Regioni come Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna, da sempre fiori all’occhiello del settentrione nella gestione virtuosa dell’edilizia scolastica, dal 2008 ad oggi hanno registrato una diminuzione del 50% degli investimenti in manutenzione straordinaria e ordinaria (meno 55%), rivelando delle difficoltà nel mantenere la qualità degli standard di cura degli edifici.

Una situazione che peggiora al Sud, dove la media degli investimenti è inferiore a quella nazionale, nonostante vi sia una maggiore necessità d’interventi di manutenzione straordinaria. Senza contare la fragilità del territorio meridionale con il 14,25% delle scuole situate in aree a elevato rischio idrogeologico, il 63,06% in aree a rischio sismico e il 12,36% in aree a rischio vulcanico.

Qualche segnale positivo arriva, invece, dal monitoraggio sull’amianto all’interno degli edifici scolastici. Nel 2011 sono stati, infatti, 92,31% i comuni che hanno effettuato i controlli in questione e sono in crescita le azioni di bonifica al 3,10% contro il 2,58% del 2010.

Resta, invece, bassa l’attenzione per il radon, che viene monitorato solo dal 32,5% delle amministrazioni. Stesso discorso per le fonti d’inquinamento ambientale esterne come elettrodotti, emittenti radio televisive, antenne dei cellulari. Sono solo 5,19% i comuni che monitorano le scuole vicino ad elettrodotti (12%) e le amministrazioni (14,29%) che controllano gli istituti in prossimità di antenne cellulari(16,36%). L’11,36% degli edifici si trova, invece, a meno di un km da fonti di inquinamento acustico, mentre sono solo il 2,32% quelli che si trovano vicino a emittenti radio televisive.

“In questi tredici anni di indagine di Ecosistema Scuola – spiega Vanessa Pallucchi di Legambiente – abbiamo visto crescere la consapevolezza dell’importanza dell’edilizia scolastica come infrastruttura strategica del nostro Paese. Occorre andare oltre l’emergenza per parlare di come devono essere le nostre scuole del futuro: sicure, in classe energetica A, belle, educative e aperte al territorio. Per questo proponiamo che sia attivato un tavolo nazionale, che veda Ministero, Enti locali e soggetti della società civile mettere insieme le loro esperienze e la loro sensibilità per definire delle linee guida comuni verso le quali indirizzare la programmazione degli interventi e le risorse destinate ai nostri edifici scolastici. Per superare le attuali situazioni di emergenza, soprattutto presenti nel meridione d’Italia, riteniamo inoltre prioritario svincolare dal patto di stabilità gli interventi destinati alla messa in sicurezza delle scuole”.

Novità di quest’anno è il trend positivo delle buone pratiche, relative all’innovazione strutturale e la sostenibilità gestionale degli edifici. Interessanti i dati della raccolta differenziata, che dopo un periodo di stallo, registra forti segnali di crescita. La raccolta delle pile ha raggiunto ad esempio il 49,30%, con oltre 15 punti percentuali sopra il valore della passata edizione (33,90%). Bene anche la raccolta differenziata di carta (83,84%), plastica (71,51%), vetro (63,42%), organico (54,37%), toner (53,90%) e alluminio (51,77%). Segnali positivi arrivano anche nell’utilizzo dei pasti interamente biologici nelle mense (5,95%) e sale la percentuale media di prodotti biologici nei pasti, che si attesta al 56,29% contro il 52,38% dello scorso anno. Aumentano anche le cucine interne alle scuole (29,29%) rispetto al 21,53% del 2010. Dati negativi si registrano nell’utilizzo dell’acqua di rubinetto nelle mense scolastiche al 62,93%, con otto punti percentuali sotto il dato degli ultimi due anni.

Per quanto riguarda il risparmio energetico, restano buoni i dati sull’utilizzo delle fonti d’illuminazione a basso consumo, anche se registrano un lieve calo (60,58%) rispetto allo scorso anno (65,98%). Crescono invece di poco quelli relativi all’utilizzo di fonti rinnovabili (12,40%) contro l’11,56% del 2010. Tra le regioni che spiccano per l’utilizzo delle fonti rinnovabili ci sono Abruzzo (18,31%), Sardegna (23,38%), Toscana (18,03%), Veneto (28,05%). Fanalino di coda Basilicata e Molise, i cui comuni capoluogo dichiarano di non avere edifici scolastici che utilizzano fonti di energia pulita.

Sul fronte della mobilità urbana e della sicurezza, aumentano le transenne parapedonali (13,52%) e la presenza di “nonni vigili” (21%). Sono invece ancora troppo pochi gli istituti all’interno di isole pedonali, meno dell’1%; mentre le scuole in zone a traffico limitato sono il 4,42% e quelle dove è previsto, in prossimità della scuola, l’obbligo dei 30 km/h sono appena il 7,08%. In crescita le piste ciclabili vicino agli istituti (10,48%). Dato negativo riguarda la presenza di giardini o aree verdi nelle zone antistanti le scuole (62,89%), in continuo calo, con quasi 12 punti percentuali in meno rispetto a due anni fa (74,27%). Resta inoltre il problema di carenza delle strutture dedicate allo sport, di cui sono provviste solo il 52,60% degli istituti.

Comunque la voglia di investire nell’innovazione c’è, come dimostrano le quattro eccellenze segnalate da Ecosistema Scuola: l’asilo nido di Gaiole in Chianti (Si), l’eco scuola primaria di Scarmagno, in provincia di Torino, i servizi scolastici sostenibili a km ed emissioni zero avviati da diverse scuole piacentine e l’opera di riquificazione della scuola primaria statale Anna Frank da parte del comune di Giaveno, in provincia di Torino. Tutte strutture e servizi ecosostenibili.

In generale dalla fotografia di Ecosistema Scuola 2012 anche quest’anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale le città capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto in classifica Trento, seguito da Piacenza (2°), con una risalita di ben sette posizioni rispetto allo scorso anno, Verbania (3°), Prato (4°), Parma (5°), Reggio Emilia (6°), Pordenone (7°), Asti (8°), Terni (10°) che si confermano anche quest’anno nella top ten della graduatoria, quindi la nuova entrata Forlì (9°). Sul fronte delle regioni a guidare la classifica sono l’Emilia Romagna e il Piemonte, rispettivamente con 4 e 2 città tra le prime dieci, che con il Trentino Alto Adige e la Toscana si distinguono sulla qualità dei servizi e dell’edilizia scolastica. Apre invece la graduatoria delle grandi città Torino (11º) seguita da Firenze (17º). Anche quest’anno Napoli (29º) risulta prima tra le grandi città del sud. Invece Lecce (23º) e Benevento (26º) sono le prime città del sud in graduatoria, mentre Cagliari (47º) è la prima tra quelle delle isole.

Salgono in graduatoria Milano (42º), Bologna (54º), Bari (67º), scende Palermo (87º); mentre è fuori dalla classifica Roma, che anche quest’anno presenta dati incompleti.

Sul fronte dei servizi, a distinguersi sono invece Ascoli, Campobasso, Frosinone e Lucca per il servizio di scuolabus, Lecco per quello di pedibus che coinvolge quasi la metà degli edifici scolastici, Brindisi, Frosinone, Matera e Pisa per i pasti interamente biologici nelle mense scolastiche.

Per scaricare il dossier: Ecosistema Scuola 2012

L’ufficio stampa di Legambiente Nazionale
06-86268376-99-53

Mobilità Ciclabile e Terra Futura

Firenze, 26 maggio 2012                                                                     Comunicato Stampa

MOBILITA’ CICLABILE E TERRA FUTURA

 Legambiente presenta i risultati del Giretto d’Italia 2012

Il Campionato della Ciclabilità Urbana promosso insieme a Fiab e Cittainbici

In oltre il 60% dei centri urbani in gara, 3 abitanti su 10 in bicicletta

Firenze migliora: è terza tra le grandi città

 Pedali super nei piccoli e medi centri

Intermodalità e ‘zone 30’ favoriscono le due ruote per gli spostamenti in città

In alcune città italiane la bicicletta sta tornando ad essere un vero mezzo di spostamento e dove le politiche del traffico facilitano la vita dei ciclisti, la mobilità su due ruote risulta avere una marcia in più come a Venezia, Trento e Schio, che si sono aggiudicate la “maglietta rosa” del secondo Giretto d’Italia, il Campionato nazionale della Ciclabilità Urbana organizzato da 24 Comuni insieme a Legambiente, Fiab e Cittainbici.

I risultati della singolare competizione, che per il secondo anno ha visto sfidarsi tre categorie di città (grandi, medie e piccole) sul numero di biciclette in circolazione rispetto ai mezzi a motore in una normale giornata lavorativa, sono stati lo spunto per parlare di mobilità ciclabile anche a Terra Futura. Secondo Legambiente, infatti, la mostra-convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità che si tiene a Firenze fino a domani, è il luogo ideale per raccontare le esperienze virtuose di alcune città che migliorando la mobilità ciclabile hanno diminuito ingorghi e inquinamento.

A illustrare i risultati della gara e le proposte di Legambiente, Fiab e Città in Bici per una migliore ciclabilità dei centri urbani italiani, è stato Mirko Laurenti, responsabile Ecosistema Urbano di Legambiente tra gli organizzatori del Giretto d’Italia.

Proprio il capoluogo toscano che ospita Terra Futura, è tra le città che hanno conseguito un’ottima  performance al Giretto d’Italia con quasi una persona su cinque che ha scelto di raggiungere la scuola o il posto di lavoro in bicicletta. Meglio di Firenze hanno fatto Torino e Venezia tra le grandi città, mentre per le medie città sul gradino più alto del podio è salita Trento superando di pochissimo la regina delle due ruote Ferrara. Tra le piccole città Schio si è aggiudicata il primo posto con la straordinaria percentuale del 73,5% degli spostamenti in bicicletta ma in questa categoria c’è anche un’altra toscana, Pisa che ha visto per le sue vie più di 1350 biciclette. In generale sono passati attraverso i check point delle 24 città della sfida circa 30mila ciclisti urbani e sono molti i comuni hanno incrementato notevolmente la ciclo mobilità. In ben 15 città infatti aveva i pedali oltre il 30% dei veicoli in circolazione e a Trento, Ferrara, Schio, Pesaro, Grosseto e Pordenone le due ruote sono state addirittura più numerose dei mezzi a motore superando il 50%. Percentuali straordinarie, che premiano lo sforzo delle amministrazioni che investono nella mobilità sostenibile.

“I risultati del Giretto d’Italia – ha spiegato Mirko Laurenti – hanno ovviamente un valore simbolico ma dimostrano, con una certa evidenza, che nelle città dove s’investe sulla mobilità ciclabile e la sicurezza, limitando al contempo l’abuso dell’auto, è possibile ottenere risultati straordinari come quelli delle vincitrici e di molte altre città. Un segnale importante per gli amministratori – ha aggiunto Laurenti – che hanno il compito di ridisegnare la mobilità urbana e che possono, favorendo l’uso della bicicletta, liberare i centri urbani da ingorghi e inquinamento. E’ evidente – conclude il responsabile Ecosistema Urbano di Legambiente – che soprattutto nelle grandi città alcune operazioni di limitazione del traffico sono più complesse ma la volontà politica di chi amministra è determinante per migliorare la situazione”. 

Il convegno a Terra Futura è stato anche l’occasione per illustrare alcune proposte di Legambiente, Fiab e Città in Bici per migliorare la ciclabilità, a partire dal potenziamento della cosiddetta intermodalità.

Secondo un recente dossier delle associazioni, infatti, a descrivere in modo più efficace la ciclabilità urbana sarebbe l’indicatore del modal split che misura il numero degli spostamenti effettuati in città con i diversi mezzi di trasporto. Questo indicatore considera fondamentale l’equilibrio e il grado d’integrazione tra le varie ‘modalità’ di spostamento perché se è vero che a Parma, ad esempio, ci sono molti più chilometri di piste ciclabili (87,1) rispetto a Bolzano (72,4), nel capoluogo altoatesino i percorsi ciclabili sono meglio integrati, incontrano meno barriere e più segnaletica, tanto da convincere molti più cittadini a montare in sella per spostarsi (29 contro19 della prima).

Con questo criterio secondo le tre associazioni una città con una mobilità davvero sostenibile dovrebbe avere almeno un 15% di spostamenti in bici e contemporaneamente una mobilità in auto e moto minore del 50%. Purtroppo non sono molte le città con simile performance visto che solo 4 città su 104 capoluoghi di provincia esaminati da Legambiente, prevedono una o più linee di trasporto pubblico locale dove è consentito portare biciclette, un permesso sporadico in pochissime altre e inesistente nel resto. Ancora più nel dettaglio l’esame delle migliori 30 città (cioè delle prime dieci tra le città grandi, tra le medie e tra le piccole, in base alla popolazione residente, sul totale dei capoluoghi di provincia) che hanno la dotazione più ricca di interventi per la ciclomobilità ci dice che: sono ancora troppo poche le città dotate di un piano della ciclabilità (Biciplan), solo 15 su 30 città esaminate e 20 sul totale dei capoluoghi; i parcheggi di scambio con più di cento posti son presenti solo in 17 delle 30 città; hanno un’estensione della rete ciclabile superiore a 100 chilometri solo 17 città su 30; solo il 50% dei capoluoghi di provincia dichiara di conoscere il numero dei cicloparcheggi che ha da offrire ai ciclisti e solo in 38 casi sul totale questi hanno più di cento posti.

Ecco allora in sintesi alcune proposte che Legambiente suggerisce per migliorare la situazione. Tra le prime c’è la promozione di servizi di pedibus e scuolabus per gli spostamenti casa-scuola e viceversa insieme a quella di tipologie di mobilità alternativa per i partecipanti a eventi che si tengono all’interno dell’area urbana. Ovviamente anche le infrastrutture hanno la loro importanza e per questo Legambiente consiglia una serie di interventi, quasi a costo zero per le amministrazioni, come l’estensione della rete di corsie preferenziali del trasporto pubblico locale e delle piste ciclabili lungo i principali assi della mobilità urbana e l’aumento delle zone a velocità moderata (20 e 30 km/h). Tra gli incentivi possibili invece c’è il ticket transport, dei buoni di trasporto per l’acquisto, esclusivamente per il tragitto casa-lavoro, di titoli di viaggio dei servizi di trasporto collettivo e di mezzi pubblici. E ancora la promozione di servizi di trasporto collettivo come car sharing e car pooling e di trasporto pubblico in genere come il bike-sharing oltre che di sistemi intermodali che prevedano la possibilità di usare auto+bici o trasporto pubblico+bici.

Tornando ai risultati del Giretto d’Italia per le città piccole oltre alla vittoria di Schio con la straordinaria percentuale del 73,5% degli spostamenti in bicicletta, si segnalano gli eccellenti risultati di Pesaro (63,3%), Grosseto (59,7%), Pordenone (53,6%), Pisa (47,1%), Lodi (45,2%) Udine (43,8%) e Carpi (37,8%). Anche per le città medie oltre alla maglietta rosa di Trento che ha oltrepassato di qualche punto la fuoriclasse della bici Ferrara (55,7% e 51,1% i rispettivi risultati) sono tutte ottime le performance della categoria: Reggio Emilia con il 40,7% degli spostamenti in bici si è piazzata terza a un soffio da Vicenza che ha raggiunto il 40,5%. Padova ha totalizzato il  38,8% seguita da Modena (32,1%) Ravenna (23,1%) e Brescia (5,7%),  Per le città grandi la percentuale più alta (44,3%) di mezzi a pedali rispetto quelli a motore è stata raggiunta come detto nella terraferma di Venezia anche se va ricordato che la città lagunare ha un flusso ciclistico particolare, difficilmente paragonabile con altre città. Da podio comunque Torino, dove quasi 3 abitanti su dieci si sono spostati sui pedali e meritorie anche le performance di Firenze (17,2%), Bologna (14,8) e Milano (14,4%). Genova, nonostante le salite, migliora la sua performance rispetto alla prima edizione e raggiunge il 4,2% confermando l’impegno verso la crescita della mobilità ciclabile. Delude le aspettative Bari che non ha fatto pervenire i dati.

Maglia nera invece a Roma che ha raggiunto un timidissimo 3,8%. Nonostante sia nutrito il gruppo di frequent biker romani che ha rinunciato ai mezzi a motore, infatti, è evidente che nella Capitale per convincere le persone a scegliere la bici c’è bisogno di più spazio e più sicurezza.

Va ricordato che il monitoraggio del Giretto d’Italia ha un valore simbolico e che la diversità delle città in gara in termini di urbanistica, densità abitativa e dinamiche di traffico rende complesse le valutazioni. I numeri assoluti nel caso delle città grandi e medie avrebbero premiato Bologna e Padova che hanno visto passare dai loro check point rispettivamente 1568 e 2638 ciclisti. E per le piccole città va considerato che veniva data loro  la possibilità di scegliere se fare due o tre check point ma per omogeneità le percentuali sono state calcolate sui risultati dei due migliori check point per ogni città. In questo caso Schio avrebbe mantenuto la maglietta rosa ma i numeri assoluti sottolineano ad esempio le ottime performance di Pisa e Udine.

In occasione del Giretto, poi molte amministrazioni locali hanno cercato di convincere anche gli abitanti solitamente motorizzati a utilizzare la bicicletta per andare a scuola o al lavoro offrendo colazioni (Schio), gadget e altri premi a chi passava per i check point o organizzando gare tra classi delle scuole o tra dipendenti (Vicenza).

La premiazione delle città vincitrici del Giretto d’Italia si è svolta ieri a Ferrara all’interno della “Borsa del Turismo delle 100 città d’Arte d’Italia” (www.100cities.it). Ai sindaci della 3 città regine è andata in premio una bicicletta in alluminio interamente riciclata messa a disposizione da Sorgenia.

L’Ufficio stampa Legambiente (06.86268379-53-99-76/347.4166793)

Giretto d’Italia 2012

Classifica finale

 (Percentuale di spostamenti in bici sul totale degli spostamenti)

Grandi città(oltre 250mila abitanti) Città medie(oltre 100mila abitanti) Città piccole(fino a 100mila abitanti)
Città                % ciclabilità Città               % ciclabilità Città                % ciclabilità
Venezia (terraferma) 44,3 Trento

55,7

Schio

73,5

Torino 29,6 Ferrara

51,1

Pesaro

63,3

Firenze 17,2 Reggio Emilia

40,7

Grosseto

59,7

Bologna 14,8 Vicenza

40,5

Pordenone

53,6

Milano 14,4 Padova

38,8

Pisa

47,1

Genova 4,2 Modena

32,1

Lodi

45,2

Bari Np Ravenna

23,1

Udine

43,8

Roma 3,8 Brescia

5,7

Carpi

37,8

    Saronno

     11,8

Comunque tu la pensi, vota il Cigno associazione ambientalista trasversale

LEGAMBIENTE sostiene ed invita a votare i candidati al Consiglio Comunale di Pistoia di tutte le liste iscritti all’associazione che si dichiareranno motivati a lavorare attivamente sui seguenti profili, brevemente ma concretamente indicati QUI.

Consegnato all’Assessore Ceccobao documento congiunto sulla ferrovia Porrettana

Documento congiunto firmato

Documento consegnato all’Assessore Ceccobao il 20/4/2012
Enti, forze politiche, associazioni che volessero aggiungere la loro firma sul documento possono contattare i seguenti indirizzi mail:
legambientept@yahoo.it
vivalaporrettanaviva@gmail.com

Indicando:
Nome
Cognome
Forza Politica, associazione o ente rappresentato

e la dicitura:
” aderisco al documento congiunto su Ferrovia Porrettana”