APERTE LE PRENOTAZIONI PER I CAMPI ESTIVI DI VOLONTARIATO: SI PARTE!

Legambiente accoglie la richiesta dei territori di contribuire alla loro salvaguardia e valorizzazione; abbiamo dunque preparato tanti campi di volontariato in cui è necessaria la vostra partecipazione e per cui siamo pronti ad accogliere le vostre richieste, scegliete il campo che fa per voi!
Attività legate all’agricoltura, monitoraggio di abusi e difesa della legalità, studio e salvaguardia dellabiodiversità, attività per la tutela e la valorizzazione del territorio e delle sue risorse, interventi per la riduzione delrischio idrogeologico, promozione del turismo responsabile, conservazione delle aree protette, sono alcuni dei temi in cui interveniamo quest’anno.
Campi per adulti, per ragazzi (15-17 anni) e per famiglie (adulti e bambini dai 4 ai 14 anni), Il tutto arricchito daattività formative su temi specifici legati al campo stesso.
Tra le novità di quest’anno: Lampedusa, il Parco Nazionale della Majella, le isole Tremiti, Ustica, il Parco del Monte Barro, le Dune di Piscinas, Sarno e i Campi Flegrei.
Per chi vuole cimentarsi in un’esperienza internazionale, all’estero sono disponibili centinaia di campi in tutto il mondo: Francia, Germania, Spagna, Polonia, Giappone, India, Indonesia, Costa Rica, e tanti altri Paesi, per contribuire alla manutenzione di beni culturali e naturali e al benessere delle comunità locali.
Sul nostro sito trovate tutti i dettagli e il programma completo!

Ufficio Volontariato Legambiente O.N.L.U.S.
Via Salaria 403 – 00199 – Roma
06/86.268.403 – 06/86.268.323-4-6

Campi nazionali in Italia: volontariato@legambiente.it
Campi e progetti all’estero: outgoing@legambiente.it
Campi internazionali in Italia: incoming@legambiente.it

www.legambiente.it/volontariato/campi

2016-mar-10-01

“Puliamo il fiume” – domenica 24 maggio ore 15,00 Laghi Primavera

Domenica 24 maggio il Circolo Legambiente Pistoia,in collaborazione con l’Associazione “Il Sole” e gli scout dell’AGESCI, organizza la settimana della bellezza lungo il torrente Ombrone.
Ritrovo alle 15,00 presso il ponte di Gello,escursione lungo il torrente Ombrone,con i bambini down dell’associazione Il Sole e gli scout, pulizia degli argini e lezione della flora e della fauna lungo il fiume a cura di Roberta Carboni.
Arrivo alle 17,00 ai Laghi Primavera con merenda e sensibilizzazione da parte dei partecipanti per la salvezza di un luogo caro ai Pistoiesi.
Vi aspettiamo numerosi.

Laghi Primavera 24 maggio

da Legambiente Nazionale: Progetto Rugiada dedicato ai bimbi di Chernobyl

Carissimi,

Nelle prossime settimane è in scadenza la possibilità di aderire al Progetto Rugiada dedicato ai bambini di Chernobyl e vogliamo ricordarvelo chiedendovi innanzitutto di sostenere l’iniziativa e fornendovi al tempo stesso le ultime informazioni riguardanti la situazione nelle zone contaminate dalla catastrofe di Chernobyl.

Le notizie che riceviamo dalla Bielorussia non sono molto positive: il forte legame che questo paese ha infatti con la Russia ed in particolare la grave situazione presente in Ucraina, stanno determinando complesse conseguenze sia di carattere economico che sociale con un inflazione che cresce in modo esponenziale di mese in mese. Quindi, le popolazioni vittime del disastro di Chernobyl oltre a subire le conseguenze sanitarie legate alla contaminazione radioattiva stanno pagando a caro prezzo la drammatica situazione economica della Bielorussia. In questo contesto, nonostante il considerevole aumento dei costi, diventa ancora più importante e necessario portare avanti i nostri interventi di concreta solidarietà dedicata all’infanzia bielorussa. Grazie al Progetto Rugiada, infatti ospitiamo in un centro situato in un’area non radioattiva i bambini che provengono dai territori più poveri e contaminati effettuando un attento ed importante monitoraggio sanitario.
Come già lo scorso anno, nel 2015, ospiteremo, attraverso la raccolta fondi che stiamo effettuando e la preziosa collaborazione con la chiesa Valdese, un centinaio di bambini e realizzeremo alcune serre per fornire prodotti agricoli non radioattivi, nelle loro zone di provenienza (nelle scuole da loro frequentate). Stiamo inoltre studiando la fattibilità di pacchetti di cibo pulito da donare alle famiglie delle aree più colpite dalla presenza di radionuclidi. Proseguiremo, infine, i controlli ed il monitoraggio sanitario nelle zone interessate dall’incidente del 1986 e che ancora oggi hanno livelli di radioattività sopra i livelli di guardia.
Tra poco sarà il ventinovesimo anniversario dell’incidente di Chernobyl, in Bielorussia purtroppo stanno proseguendo i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare e Legambiente è pronta a portare anche in questo 2015 il proprio contributo per dire ancora una volta il nostro “no” al nucleare e confermare il nostro impegno costante per chi vive ancora sulla propria pelle i danni della contaminazione radioattiva.

Prepariamoci fin da ora a ricordare l’anniversario di Chernobyl, che cade tra pochi mesi, e cominciamo già a pensare ad una campagna forte nel 2016 che permetta di ricordare in modo adeguato il trentennale della catastrofe nucleare. Realizzeremo un’incisiva azione di denuncia ed informazione sul nucleare oltre ovviamente a proseguire nel percorso di aiuto concreto verso le popolazioni vittime del disastro di Chernobyl sempre più abbandonate a se stesse e dimenticate da parte della comunità internazionale .

Vi chiediamo di aderire anche con un piccolo contributo ed effettuando una raccolta fondi dedicata che sostenga il nostro progetto. Per farlo potete contattare Simonetta Grechi presso il nostro centro di Rispescia allo 0564-48771 oppure scrivendo a solidarieta@festambiente.it. In allegato trovate la scheda di adesione al Progetto Rugiada (scadenza 15 marzo) con tutte le possibilità di partecipare a questa importante campagna.

Un abbraccio,

Rossella Muroni
Direttrice Nazionale Legambiente

Angelo Gentili
Responsabile Legambiente Solidarietà

Clorofilla film festival – loc. Enaoli – 58100 Rispescia -Gr- tel. 0564-48771 fax 487740
cinema@festambiente.it – www.festambiente.it

Tragico naufragio a Lampedusa. Legambiente: “Europa intervenga. Il dramma umanitario riguarda tutti”

Legambiente esprime profondo cordoglio per l’ennesima tragedia dei numerosi migranti annegati oggi sulle coste dell’isola di Lampedusa e auspica un intervento della comunità europea per fermare, attraverso una gestione etica e condivisa, la strage degli immigrati che fuggono dalla fame o dalla guerra .

“Non è possibile rimanere inermi di fronte a queste tragedie – ha dichiarato il direttore generale di Legambiente Rossella Muroni -. Non è possibile non cercare una soluzione al terribile dramma dei tanti che ogni giorno sono costretti ad affrontare viaggi pericolosissimi per cercare di sfuggire alla morte o a una vita di stenti. L’Europa tutta deve sentirsi coinvolta e contribuire sia a trovare una soluzione civile ed etica per evitare il ripetersi di tragedie come questa, sia a gestire nel migliore dei modi quella che continuiamo a chiamare emergenza umanitaria pur essendo ormai una condizione cronica”.

Anche il Circolo di Pistoia aderisce con un gesto di cordoglio e solidarietà, listando a lutto i nostri siti internet, le nostre pagine facebook, i profili twitter, le nostre bandiere esposte nelle nostre sedi.
Chiediamo anche che il governo dichiari il lutto nazionale. Se avete un account su twitter vi chiediamo di inoltrare il nostro appello a Enrico Letta (a questo link https://twitter.com/Legambiente/status/385756022704316416) ai vostri contatti.

“Ho conosciuto una donna”, spettacolo teatrale

Aiutiamo volentieri un amico a pubblicizzare questa interessante iniziativa. I ricavati dello spettacolo verranno devoluti alla Fondazione Sandro Pitigliani per la lotta contro i tumori ONLUS.

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Un estate di iniziative per far vivere la montagna e la Ferrovia Porrettana

Un paio di anni fa uscì un articolo su un quotidiano di Pistoia che definiva questa zona della Montagna Pistoiese attraversata dalla Ferrovia Porrettana “Il deserto dei Tartari”
E’ così che molti ci vedevano dall’esterno e probabilmente è questo che siamo stati per troppo tempo anche agli occhi delle istituzioni.
Eppure ieri mattina a Corbezzi, quasi cento persone e i rappresentanti di numerose associazioni, (le Pro Loco della zona, Fermodellisti, C.D.S.F.P , Legambiente Pistoia e Comitato Viva la Porrettana Viva) hanno affollato la piccola stazione e assistito all’evento Organizzato da Maurizio Panconesi, uno dei più illustri studiosi della Ferrovia Porrettana e dagli amici del gruppo Facebok “Salviamo la Porrettana”.
Panconesi ha raccontato le storie appassionanti ed eroiche di quelli che furono i ferrovieri al tempo dei treni a vapore, storie dal sapore antico, di dedizione, passione e orgoglio per un lavoro considerato una missione, un servizio da onorare per la nazione e per il prossimo. Effettivamente oggi la condizione della Montagna Pistoiese non è delle migliori; viviamo una crisi nella crisi, con una situazione drammatica di quel poco di tessuto economico ancora presente, la mancanza di opportunità per i giovani e i crescenti disagi per le fasce più deboli come gli anziani, che rappresentano la maggior parte degli abitanti. La minaccia più grande è il continuo taglio dei servizi, che innesca un circolo
vizioso con il calo della popolazione. L’ufficio postale per riscuotere la pensione e pagare le bollette, l’ambulatorio medico, una mobilità decente per andare a scuola e a lavoro, una piccola bottega dove comprare il pane, il giornale, dove incontrarsi, sono essenziali per la vita di questi luoghi. Senza questi servizi i paesi si spopolano, vengono abbandonati, lentamente muoiono. Eppure oggi si è visto che questo non è un deserto, è un territorio ricco di risorse ambientali, storiche, culturali e architettoniche. Le ferriere, le ghiacciaie, i musei, le chiese, la Linea Gotica, la Via Francigena, non ultima la Ferrovia Porrettana (in qualunque altro paese al mondo ne avrebbero fatto un vanto nazionale). Nondimeno la
Montagna Pistoiese ha una grande ricchezza di risorse umane, persone attive e intraprendenti, fortemente radicate a questi luoghi, che con dedizione e con passione attraverso le Pro loco e le associazioni cercano di mantenerli vivi e di preservare le tradizioni locali, o piccoli imprenditori come i Ciuti, gli storici gestori del bar di Corbezzi, che ancora resistono, nonostante le innumerevoli difficoltà. Persone in cui brucia ancora quella passione e quello spirito di servizio al prossimo proprio di quei ferrovieri di allora. Quell’articolo del 2010 aprì una pagina nera della nostra storia, fu preludio alla vicenda dei tagli alle corse dei treni, che tutti abbiamo sentito come una condanna a morte per la ferrovia e di conseguenza per questo territorio, ma quelle vicende negative, hanno scosso gli abitanti della montagna e tutti coloro che la amano. Per questo abbiamo visto mobilitarsi, pendolari, storici, appassionati, gente comune e numerose associazioni,
ponendo ciascuno l’accento sull’importanza del servizio per i pendolari, oppure evidenziando il valore della risorsa dal punto di vista storico, architettonico e culturale.Ciascuno con la propria sensibilità e la propria metodologia, ma tutti uniti nelle diverse iniziative, come questa di oggi e consapevoli che i due aspetti sono
entrambi essenziali e complementari per mantenere viva la linea.
Tutta questa mobilitazione e questa manifestazione di interesse e di vitalità hanno fatto sì che molte cose siano cambiate. Nonostante il servizio sia ancora palesemente inadeguato e mostri grossi limiti progettuali e alcuni nodi di disaccordo in merito alle corse di autobus, finalmente si riscontra un impegno serio da parte
della Provincia di Pistoia e dalla Regione Toscana perlomeno sul fronte della promozione turistica. Gli enti si sono resi promotori della manifestazione “Estate sulla Porrettana” che prevede il reinserimento di due corse di treno per 15 domeniche è la diffusione on line e tramite depliant cartacei, degli eventi che si svolgono nei vari paesi, che sarà certo utile a ridare un po di ossigeno all’economia della zona. Ma che soprattutto viene svolta in un clima di dialogo e collaborazione con le associazioni sul territorio e rappresenta
quindi quel fronte unico che è condizione indispensabile in vista della scadenza del contratto di servizio con Trenitalia nel 2014 che genera incertezza e di forte preoccupazione. Facciamo quindi appello a tutte le associazioni, alle imprese e ai cittadini della montagna ad unirsi in uno sforzo comune con la passione, le capacità e l’orgoglio che ci contraddistinguono, per avviare, una stagione di iniziative senza precedenti che possa, mostrare al mondo il valore delle nostre risorse, dei nostri prodotti tipici,
del nostro artigianato locale, della nostra cultura, della nostra ferrovia e dell’ambiente meraviglioso che gli incornicia. Così che vengano universalmente conosciute e apprezzate come meritano e così che nessuno ci veda più come un deserto dei Tartari, ma invece come un territorio vivo e vitale, una miniera d’oro da scoprire
e da valorizzare.
E facciamo appello a tutti i cittadini dell’area metropolitana a trascorrere qui vacanze e fine settimana per sostenerci in questa nostra voglia di rinascita e per sorprendersi nello scoprire che vicino casa ci sono luoghi che non hanno niente da invidiare alle più rinomate mete esotiche.

Samuele Pesce
Legambiente Pistoiacorb

La nostra guerra non è mai finita – presentazione libro

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Sabato 11 maggio alle ore 17,  presso Lo Spazio di via dell’ospizio, in collaborazione con Legambiente Pistoia, verrà presentato il libro di Giovanni Tizian,  La nostra guerra non è mai finita (Mondadori, 2013, p. 227, euro 16,00).
Ne discuteranno con l’autore, Antonio Pergolizzi (Responsabile Ecomafie Legambiente), Antonio Sessa (Presidente Legambiente Pistoia). Modererà il dibattito Daniela Sgambellone.
 
«Il 23 ottobre 1989 uccidono mio padre, ho sette anni e mi dicono l’essenziale. Starà poi a me ricostruire tutto, per ridargli dignità». Nasce per questo La nostra guerra non è mai finita, viaggio personale e collettivo nei rapporti tra ndrangheta, mafia e politica, di Giovanni Tizian, giornalista sotto scorta, classe 1982.
«Ce ne siamo andati dalla Calabria nel 1993, su una familiare, direzione nord, come emigranti. E su una macchina sono tornato indietro, attraverso il simbolo del potere mafioso, la Salerno-Reggio Calabria». Un viaggio in cui «incontro familiari di vittime della mafia, storie di una Calabria dimenticata, ma che rappresentava un’alternativa, abbandonata mentre la ndrangheta avanzava verso nord, tra Emilia, Liguria, Lombardia, Piemonte». Una colonizzazione già raccontata da Tizian in Gotica. ’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea (Round Robin, 2011), libro che gli è costato minacce tali da finire sotto scorta. Ma lui non ha cambiato né aria, né oggetto delle sue inchieste. In fondo, sempre per suo padre.
«Nel 2006 richiedo il fascicolo di mio padre al tribunale di Locri, me lo danno due anni dopo e trovo una storia di piste individuate e non battute». Nel faldone di carte incontra «immagini che mia madre non voleva io vedessi. Un corpo attraversato da colpi di lupara che chiedeva verità». Era il 1989, «in Calabria è l’anno dei record di omicidi e rapimenti. Non esisteva una procura antimafia, a Locri c’erano solo quattro magistrati, sotto pressione mediatica per i sequestrati del nord portati nella Locride, e su mio padre non trovano una pista da seguire perché è una persona senza macchia. Paradossale: se sei troppo onesto non trovi giustizia. Lavorava in banca, ma la pista bancaria è abbandonata per quella passionale, si parla di un marito geloso che assolda due killer della ndrangheta per vendetta. Un omicidio particolare, però, e non c’è traccia nel faldone di interrogatori al marito, legato per altro alla ndrangheta. Anche questa pista è accantonata. E anche se alla fine si scoprono quattro dei cinque numeri di serie della lupara, e il pentito Francesco Fonti fa dichiarazioni interessanti da accertare, si archivia il caso. Un’indagine scandalosa».
Nel 1988 la famiglia Tizian aveva subito un altro attentato: al mobilificio del nonno di Giovanni, «un’intimidazione per cacciarci. Invece la mia famiglia resiste, rimette in piedi l’azienda, fino all’omicidio di mio padre. Allora non abbiamo più scelta. Mia nonna decide che dobbiamo emigrare, una fuga di cui sono molto contento e di cui l’ho ringraziata anche poco prima che morisse. In quel territorio non potevamo andare avanti». E arrivano in Emilia Romagna, terra della Resistenza, a Modena. «Ma qui purtroppo ho ritrovato quel che avevo lasciato. Incontro fenomeni che richiamano la mafia. Mi assumo responsabilità come giornalista e m’interrogo sul numero enorme d’incendi dolosi trattati come notiziole: solo a Modena in 2 anni sono 200. Diventa un fatto criminale complesso, si ritrovano azioni di clan e si scopre dal processo Spartacus contro i Casalesi che Modena è un centro importante. Bastava leggere meglio i fenomeni per capire cosa stava succedendo».
Tizian denuncia il rapporto tra aziende del nord e ndrangheta, nato nei subappalti della Salerno-Reggio Calabria per motivi di convenienza, poi «esportato al nord, dalla tangenziale di Reggio Emilia alla Tav, dall’Expo alle ricostruzioni del dopo terremoto, a l’Aquila come in Emilia Romagna». Fatti denunciati anche nel documentario L’avanzata criminale, economica e culturale delle mafie nell’Emilia-Romagna che resiste dello stesso Tizian, presentato alle Scuderie di piazza Verdi il 16 aprile scorso. «Sono questioni da risolvere a livello politico», dice Tizian, che però sa quanto «il contatto tra mafia e politica è vitale, perché significa protezione. Senza questo legame parleremmo di criminalità organizzata e basta, non di mafia».
Giovanni Tizian, giornalista del gruppo l’Espresso, è della generazione nata nel 1982. Scrive per il quotidiano la Repubblica e il settimanale l’Espresso. Ma non ha abbandonatola Gazzetta di Modena, dove nel 2006 ha iniziato a scrivere di cronaca. Si occupa di giudiziaria, e soprattutto ama scavare la superficie della cronaca e realizzare inchieste. Le relazioni tra mondo economico e organizzazioni mafiose, sono spesso al centro delle sue inchieste. Ha conseguito la laurea in Criminologia nel 2008, con una tesi sulla “’ndrangheta transnazionale”. E’ autore di “Gotica, ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” edito da Round Robin (novembre 2011). Da dicembre scorso è costretto a vivere sotto scorta. A giugno 2012 gli è stato assegnato il premio per i cronisti di provincia dedicato a Enzo Biagi, per gli articoli pubblicati nel corso del 2011 su la Gazzetta di Modena. Sempre nello stesso anno ha ricevuto una menzione speciale al premio Biagio Agnes. E l’Archivio per il disarmo l’ha premiato con la “Colomba d’oro per la pace”. Tutti i premi li ha dedicati ai giornalisti precari e sfruttati, e minacciati. “Tanti, troppi colleghi vivono condizioni di pericolo solo perché raccontano come stanno le cose in questo Paese”, ripete sempre.