Premiazione Concorso “Un saggio per L(‘)A M(bi)ENTE”

Si è svolta con successo la premiazione del Concorso con le scuole “Un saggio per L(‘)A M(bi)ENTE”, sabato 30 aprile alla sala Terzani della Biblioteca San Giorgio a Pistoia.
Premiati l’associazione onlus Il Sole, gli istituti L.Einaudi, ITIS Fedi-Fermi e media Mantellate.
Fuori concorso, menzione per gli Esploratori dell’Acqua della scuola media Leonardo da Vinci.
Arrivederci al prossimo anno scolastico!

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Comunicato: otto mesi di applicazione della Legge sugli Ecoreati

Una nuova agenda per il Parlamento dopo la Legge sugli Ecoreati e il Collegato
Toscana al 3° posto per Ecoreati accertati in 8 mesi di applicazione della Legge:
73 reati, 108 denunce, 22 sequestri di beni
Ferruzza: “Un dato bifronte, da leggere con attenzione: da una parte la Toscana al centro di tanti appetiti criminosi, ma anche terra di grande contrasto alle mafie!”

Sono 947 i reati e le violazioni amministrative accertati, 1.185 le persone denunciate e 229 i beni sequestrati per un valore complessivo di quasi 24 milioni di euro. Contestato in 118 casi il nuovo delitto di inquinamento e per 30 volte il disastro ambientale. La regione dove sono stati accertati più ecoreati è il Lazio (134), seguita da Campania (95) e Toscana (73). Il maggior numero di sequestri è stato riscontrato in Puglia (28), seguita da Calabria (25) e Toscana (22).
La legge n. 68 del 2015, che ha introdotto nel nostro Codice penale il Titolo VI-bis dedicato ai delitti ambientali, comincia a dare i suoi frutti. I numeri dei reati contestati e dei conseguenti sequestri e denunce raccolti, dimostrano che l’impianto legislativo entrato in vigore il 29 maggio ha determinato l’avvio di una nuova stagione per il contrasto delle ecomafie, grazie a nuovi delitti specifici da contestare, come l’inquinamento e il disastro ambientale, con limiti di pena adeguati, tecniche investigative efficaci e tempi di prescrizione raddoppiati.

“I risultati dei primi 8 mesi di applicazione della nuova legge sugli ecoreati, fortemente voluta dalla nostra associazione, stanno dimostrando tutta l’efficacia del nuovo sistema sanzionatorio. – dichiara Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana – La legge sugli ecoreati ha fornito un valido strumento operativo alle forze dell’ordine e all’autorità giudiziaria che fino a ieri dovevano ricorrere con scarsa fortuna ad articoli e commi previsti per tutt’altro (dall’art. 434, con il cosiddetto disastro innominato, al getto pericoloso di cose, piuttosto che l’insudiciamento delle colture o il danneggiamento di beni), per poter fermare gli eco/criminali. Oltre all’inquinamento e al disastro ambientale, la legge prevede altri quattro delitti (morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento al controllo e omessa bonifica), una lunga serie di aggravanti (tra cui quelle contro l’ecomafia o i pubblici funzionari corrotti), misure molto drastiche come la confisca dei beni come per i mafiosi e sanzioni severe contro la responsabilità giuridica delle imprese!” – conclude Ferruzza.

Grazie alla collaborazione del Corpo Forestale dello Stato, del Comando Tutela Ambiente dell’Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza e delle Capitanerie di porto, Legambiente ha raccolto i dati relativi all’applicazione delle legge 68 nel periodo che va dal 29 maggio 2015 (giorno di entrata in vigore della norma) al 31 gennaio 2016. A fronte di 4.718 controlli effettuati, sono stati contestati 947 reati penali e violazioni amministrative, con 1.185 persone denunciate e il sequestro di 229 beni per un valore complessivo di quasi 24 milioni di euro.
Le prescrizioni (previste per i reati minori che non hanno arrecato danno o pericolo di danno all’ambiente, con un meccanismo di estinzione della pena, che prevede la messa in regola dell’attività in tempi prestabiliti e il successivo pagamento delle sanzioni) hanno riguardato ben 774 infrazioni contravvenzionali, con la denuncia di 948 persone e 177 sequestri, per un valore di 13,2 milioni di euro. Particolarmente significativo, vista la complessità delle indagini e la brevità del periodo considerato, è il dato relativo ai casi di applicazione del delitto di inquinamento ambientale (art. 452 bis), che sono stati ben 118, con la denuncia di 156 persone e 50 sequestri, per un valore di oltre 10,6 milioni di euro. Da sottolineare anche le 30 contestazioni di disastro ambientale (art. 452 quater), con la denuncia di 45 soggetti, gli 11 casi di impedimento al controllo (art. 452 septies), i 12 casi di delitti colposi (art. 452 quinques) e le 2 ipotesi di delitto di morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale (art. 452 ter).

A livello regionale è il Lazio è la regione dove si è concentrato il più alto numero di contestazioni della legge 68, ben 134, con 121 denunce e 17 sequestri; subito dopo spicca la Campania (95), dove si registra il maggior numero di persone denunciate, 137; al 3° posto figura la Toscana (73), seguita da Umbria (68), Emilia Romagna (67), Puglia (62), e Lombardia (58). Il maggior numero di sequestri è stato riscontrato in Puglia (28), seguita dalla Calabria (25) e dalla Toscana (22).

“Il 2016 è un anno strategico per l’attività legislativa in campo ambientale – dichiarano Rossella Muroni e Fausto Ferruzza, rispettivamente presidenti nazionale e regionale di Legambiente -, perché offre finalmente la possibilità di approvare nuovi provvedimenti a tutela e valorizzazione dell’ambiente con i quali dare concretezza alle idee di sviluppo sostenibile ed economia legale. In particolare, l’approvazione definitiva del DDL sulla riforma delle agenzie regionali di protezione ambientale, che arriverà in aula in Senato nelle prossime settimane, darebbe un contributo importante al miglioramento dei controlli pubblici sul territorio nazionale e alla piena applicazione della legge sugli ecoreati. La legge sul consumo di suolo, inoltre, contribuirebbe ad avviare una nuova filiera economica e imprenditoriale basata sulla riqualificazione dell’esistente in chiave innovativa e sostenibile. Dalla riforma della legge 394, invece, ci aspettiamo che consenta ai parchi e alle aree protette di veder finalmente riconosciuti il valore e il ruolo che in questi 25 anni hanno avuto, quello della conservazione ambientale ma anche di sviluppo, coesione ed identità territoriali con ricadute estremamente positive per le comunità coinvolte”.

Sono 8 le proposte di Legambiente per rendere più incisiva l’azione di prevenzione e contrasto dell’illegalità ambientale. Si tratta di un pacchetto di provvedimenti, attuabile in questa legislatura, che consentirebbe dopo l’approvazione della legge sugli ecoreati e del Collegato ambientale, di rafforzare il quadro normativo a sostegno della riconversione ecologica del nostro Paese:
1) formare sulla nuova legge tutti gli attori del sistema di repressione dei reati ambientali (forze dell’ordine e Capitanerie di Porto, magistrati, Arpa, polizia municipale, aree protette, etc.);
2) definire linee guida nazionali per garantire l’applicazione uniforme della parte delle legge sui reati minori che non rientrano tra i delitti ambientali, fino ad oggi non completamente garantita;
3) istituire un Fondo nazionale presso il ministero dell’Ambiente, dove far confluire le sanzioni per i reati minori da utilizzare solo per bonificare i siti orfani sul modello del Superfund statunitense;
4) potenziare le attività d’indagine contro gli ecoreati attraverso un corpo di polizia ambientale specializzato e sempre più strutturato sul territorio, approfittando della definizione del decreto sull’accorpamento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri;
5) approvare definitivamente il progetto di legge sul sistema delle Agenzie regionali di protezione ambientale, calendarizzato in aula al Senato per il prossimo 5 aprile per migliorare il sistema dei controlli pubblici in campo ambientale;
6) approvare una legge efficace per lo stop al consumo di suolo e definire quanto prima nuove regole per procedere in modo più spedito all’abbattimento degli ecomostri e delle costruzioni abusive;
7) calendarizzare la discussione del testo sulle agro/mafie, in corso di definizione dal gruppo di lavoro costituito del ministro della Giustizia Andrea Orlando e presieduto da Giancarlo Caselli;
8) lavorare per la definizione dei delitti contro gli animali, recuperando il lavoro fatto durante la fase di discussione della legge sugli ecoreati.

Dossier completo: http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/applicazione-legge-ecoreati-2016
L’Ufficio Stampa di Legambiente Toscana: 055.6810330

 

CS Ecoreati Toscana 22.03.16

0322Dossier legge ecoreati definitivo

Schermata 2016-03-22 alle 18.48.38

Schermata 2016-03-22 alle 18.48.32

- dal team di Avaaz – Questo è il movimento che il nostro Pianeta stava aspettando

- dal team di Avaaz –
Questo è il movimento che il nostro Pianeta stava aspettando
Cari, incredibili avaaziani,
Ce l’abbiamo fatta! Anche se non abbiamo potuto marciare a Parigi, la Marcia Globale per il Clima ha battuto ogni record diventando la più grande mobilitazione per il clima della storia: da Sydney a San Paolo passando per tutto il mondo, siamo stati 785mila, con oltre 2300 eventi in 175 Paesi. Tutti uniti in un’unica voce per un futuro pulito al 100%, per salvare tutto ciò che amiamo. Siamo sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo e a Parigi si sente già, fortissimo, l’impatto della marcia.
È quasi impossibile descrivere la forza, la bellezza e l’umanità che ieri in mille forme diverse abbiamo fatto fiorire in questo nostro mondo. Ma queste foto possono dare un’idea:
Londra, Regno Unito
Questo è il movimento che il nostro Pianeta stava aspettando. In tanti Paesi, dal Bangladesh all’Irlanda, ci sono state le più grandi manifestazioni di sempre per il clima. 120mila persone in Australia, 100mila in India. A Sana’a, in Yemen, la marcia è andata avanti nonostante le bombe che continuano a cadere!
In senso orario da in alto a sinistra: Melbourne, Helsinki, Berlino, Amsterdam, Bogotá, Jakarta
In Francia sono state annullate manifestazioni che prevedevano fino a 500mila persone, ma non ci siamo persi d’animo: in pochi giorni gli avaaziani hanno raccolto migliaia di scarpe e ieri mattina le hanno portate a Parigi, a Place de la République. Tra quelle scarpe, simbolicamente posizionate all’ingresso del vertice sul clima, c’erano anche quelle del Papa e del segretario generale dell’Onu:
In ogni Paese, i più importanti giornali, televisioni e siti web di informazione hanno le nostre marce in prima pagina, dal New York Times ad Al Jazeera.
L’inviato di Papa Francesco ha detto: “Il Papa è vicino con lo spirito alle centinaia di migliaia di partecipanti, ai poveri e a tutti quelli che vogliono giustizia e un clima sicuro.”
Oggi, nell’aprire i lavori della conferenza, di fronte a tutti i capi di Stato del mondo, il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon ha sottolineato: “I popoli del mondo sono in marcia. Sono scesi per le strade, nelle città e nei villaggi in tutto il mondo, in una mobilitazione di massa per il cambiamento… Si aspettano che ognuno di voi sia all’altezza della sfida. Ce lo chiede la Storia.”
Christina Figueres, la direttrice dei negoziati ONU sul clima, ci ha voluto ringraziare e ha annunciato: “Stiamo lavorando con Avaaz per installare grandi schermi dentro la conferenza e far sentire le vostre voci. Il vostro sostegno per un accordo ambizioso contro il cambiamento climatico arriverà forte e chiaro a tutti i delegati.’’
Clicca qui per vedere alcune delle foto più belle e leggere i messaggi di chi ha marciato.
Oggi ha finalmente inizio la conferenza sul clima. Sono anni che i nostri politici ci dicono: “Dimostrateci che alla gente interessa il cambiamento climatico, e noi agiremo di conseguenza”. Questo fine settimana gli abbiamo dimostrato che il mondo intero vuole il 100% di energia pulita. E in questo esatto momento, davanti ai loro occhi, sta scorrendo il video delle nostre marce che gli ripete questa richiesta. Non possono non vederci. E non potranno ignorarci: siamo già qui, il team di Avaaz è al lavoro dentro ai negoziati e ogni volta che qualcuno nelle prossime due settimane cercherà di ostacolare l’accordo saremo pronti a intervenire.
Questo fine settimana, il nostro movimento ha raggiunto un nuovo livello. Nelle prossime due settimane continueremo a lottare per questo obiettivo, per tenere vivo il nostro sogno e scuotere questa conferenza, fin quando non otterremo l’accordo che serve per salvare il nostro futuro.
Con infinita gratitudine e determinazione,
Emma, Alice, Luis, Ricken, Ben, Mais, Dan e tutto il team di Avaaz
Migliaia di avaaziani hanno mandato bellissime foto e video dalle marce in tutto il mondo. Durante le prossime due settimane, verranno proiettate su un maxi-schermo al vertice di Parigi: tutti i negoziatori e i capi di Stato le vedranno ogni volta che entreranno e usciranno dal summit.

https://avaaz.org/it/climate_march_report_back_loc/

http://www.theguardian.com/environment/commentisfree/2015/nov/29/the-paris-climate-summit-a-real-test-of-humanity

X° CONGRESSO LEGAMBIENTE: TEAM DI COMUNICAZIONE CERCASI

Care e cari,
in occasione del X° congresso che, come sapete, si svolgerà a Milano a dicembre, ci piacerebbe organizzare un team di comunicazione composto da tutte le persone che abbiano voglia di collaborare con l’ufficio stampa e nuovi media del nazionale per comunicare al meglio e con tutti gli strumenti possibili il congresso e gli eventi correlati.
Questa potrebbe essere l’occasione per mettere in contatto diretto tutte le persone che a vario titolo si occupano o vorrebbero occuparsi di comunicazione in Legambiente. Noi potremo allargare la squadra e avvalerci delle competenze – ma anche della curiosità e delle idee – dei nostri colleghi sul territorio, mentre per i regionali e i circoli può essere una buona occasione per una formazione mirata dei propri collaboratori.
Insomma, dal 9 al 13 dicembre saremo a Milano per riprendere, fotografare, twittare, postare e intervistare il variegato mondo che compone la nostra associazione e per far questo nel migliore e anche più gradevole dei modi cerchiamo volontari.
Abbiamo bisogno di social media manager che moderino le piazze tematiche (chiunque abbia una buona conoscenza dei principali social network e/o sappia utilizzare bene twitter può farlo, previa breve formazione!) e che alimentino i vari social network (facebook, twitter e instagram) di contenuti dal congresso.
Cerchiamo fotografi che sappiano cogliere la varietà e la particolarità dei partecipanti, che immortalino i momenti più emozionanti e che fotografino gli ospiti istituzionali.
Cerchiamo addetti stampa (o aspiranti tali), che contribuiscano a produrre comunicati, dichiarazioni e testi ad hoc, video maker o spigliati intervistatori, con un’esperienza di base che possano lavorare autonomamente e cimentarsi nel settore video o aiutare i nostri operatori ufficiali.
Pensiamo possa essere una buona occasione di scambio e conoscenza, e quindi vi preghiamo, di considerare questa proposta e di risponderci entro il 15 novembre 2015 compilando la scheda in calce, e inviandola a m.dominici@legambiente.it e v.valentini@legambiente.it.

Grazie!
Rossella Muroni
Direttrice Generale

Milena Dominici
Capo ufficio stampa

Viviana Valentini
Redazione Media Digitali

Scheda candidatura
Nome e Cognome…………………………………………………………………………………………………………………………
Circolo ……………………………………….…………………………………………………………………… Provincia …………….
Cell…………………………………………………………….. Email ………………………………………………………………………..
Tu sei o vorresti partecipare come:
Fotografo []
Hai una macchina fotografica? Sì [] No []
Video maker []
Hai una videocamera? Sì [] No []
Addetto stampa []
Addetto new media []
Altro? ( Specificare): ……………………………………………………………………………………………..

Quando arrivi a Milano? ……………………………………..
E ti fermi fino a quando? ………………………………………..

Vuoi aggiungere qualche informazione o farci qualche domanda?
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………


Rossella Muroni
Direttrice Generale
*Legambiente Onlus*
Via Salaria 403
00199 Roma
tel. 06/86268304
fax 06/23326011

http://www.legambiente.it

direzione@legambiente.it

Rapporto Comuni rinnovabili

Care e Cari,

come sapete la scorsa settimana abbiamo presentato il Rapporto Comuni rinnovabili raccontando gli straordinari successi che la crescita delle fonti pulite nel territorio italiano ha consentito di raggiungere in Italia, malgrado barriere e interventi da parte dei Governi. Il modello che noi abbiamo in mente, fatto di migliaia di impianti distribuiti nel territorio italiano, integrati nell’ambiente e nel paesaggio, può consentire di andare oltre i risultati di questi anni (nel 2014 il 38% dei consumi elettrici è venuto dalle rinnovabili e siamo il primo Paese al mondo per contributo del solare) e vedere protagonisti i cittadini e i territori, in modo da creare opportunità in Italia, in Europa e nel mondo.

Ma perché questa prospettiva sia possibile abbiamo bisogno di far sentire forte la voce di chi chiede un cambiamento nella direzione dell’autoproduzione da fonti rinnovabili. Oggi infatti questa prospettiva che permetterebbe a Comuni e imprese, cooperative e condomini di prodursi e distribuire energia da rinnovabili è bloccata da barriere e regole che premiano le fonti fossili e bloccano una innovazione che è nell’interesse dei cittadini e del Paese, oltre che dell’ambiente.

Per questo motivo abbiamo presentato venerdì a Pesaro un Manifesto per l’autoproduzione da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di individuare le barriere che oggi impediscono queste innovazioni e coglierne appieno i vantaggi in termini ambientali, occupazionali, sociali nei diversi territori. Perché nel testo chiediamo di togliere tutte le barriere all’autoproduzione e alla produzione e scambio di energia da fonti rinnovabili nei territori. Oggi questa prospettiva aprirebbe le porte ad innovazioni straordinarie per i territori, i cittadini, le imprese ma purtroppo ha di fronte barriere e nemici, perché ridurrebbe ancora di più il ruolo delle centrali termoelettriche.

Ora abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per diffondere e far firmare il Manifesto a centinaia di Sindaci da tutta Italia. Il nostro obiettivo è di organizzare nei prossimi mesi iniziative in tutta Italia per far conoscere il tema e le opportunità dell’autoproduzione da rinnovabili facendo firmare il Manifesto a centinaia di Sindaci, coinvolgendo cittadini, associazioni, cooperative e imprese per costruire una mobilitazione dal basso capace di cambiare in Parlamento le regole che oggi bloccano queste innovazioni. Il Manifesto sarà infatti uno degli strumenti fondamentali della nostra azione nella Campagna sul clima verso la Conferenza di Parigi.

Sul sito di Legambiente e a questo link http://www.comunirinnovabili.it/le-comunita-dellenergia trovate il Manifesto e la scheda di adesione dei Sindaci, in allegato una bozza di lettera da mandare ai Sindaci. Per qualsiasi chiarimento o informazione potete contattare Katiuscia Eroe k.eroe@legambiente.it 0686268402

Un caro saluto

Rossella Muroni, direttrice generale Legambiente
Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente

 

Manifesto lettera sindaci Lettera circoli su Manifesto

da Legambiente Nazionale: Progetto Rugiada dedicato ai bimbi di Chernobyl

Carissimi,

Nelle prossime settimane è in scadenza la possibilità di aderire al Progetto Rugiada dedicato ai bambini di Chernobyl e vogliamo ricordarvelo chiedendovi innanzitutto di sostenere l’iniziativa e fornendovi al tempo stesso le ultime informazioni riguardanti la situazione nelle zone contaminate dalla catastrofe di Chernobyl.

Le notizie che riceviamo dalla Bielorussia non sono molto positive: il forte legame che questo paese ha infatti con la Russia ed in particolare la grave situazione presente in Ucraina, stanno determinando complesse conseguenze sia di carattere economico che sociale con un inflazione che cresce in modo esponenziale di mese in mese. Quindi, le popolazioni vittime del disastro di Chernobyl oltre a subire le conseguenze sanitarie legate alla contaminazione radioattiva stanno pagando a caro prezzo la drammatica situazione economica della Bielorussia. In questo contesto, nonostante il considerevole aumento dei costi, diventa ancora più importante e necessario portare avanti i nostri interventi di concreta solidarietà dedicata all’infanzia bielorussa. Grazie al Progetto Rugiada, infatti ospitiamo in un centro situato in un’area non radioattiva i bambini che provengono dai territori più poveri e contaminati effettuando un attento ed importante monitoraggio sanitario.
Come già lo scorso anno, nel 2015, ospiteremo, attraverso la raccolta fondi che stiamo effettuando e la preziosa collaborazione con la chiesa Valdese, un centinaio di bambini e realizzeremo alcune serre per fornire prodotti agricoli non radioattivi, nelle loro zone di provenienza (nelle scuole da loro frequentate). Stiamo inoltre studiando la fattibilità di pacchetti di cibo pulito da donare alle famiglie delle aree più colpite dalla presenza di radionuclidi. Proseguiremo, infine, i controlli ed il monitoraggio sanitario nelle zone interessate dall’incidente del 1986 e che ancora oggi hanno livelli di radioattività sopra i livelli di guardia.
Tra poco sarà il ventinovesimo anniversario dell’incidente di Chernobyl, in Bielorussia purtroppo stanno proseguendo i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare e Legambiente è pronta a portare anche in questo 2015 il proprio contributo per dire ancora una volta il nostro “no” al nucleare e confermare il nostro impegno costante per chi vive ancora sulla propria pelle i danni della contaminazione radioattiva.

Prepariamoci fin da ora a ricordare l’anniversario di Chernobyl, che cade tra pochi mesi, e cominciamo già a pensare ad una campagna forte nel 2016 che permetta di ricordare in modo adeguato il trentennale della catastrofe nucleare. Realizzeremo un’incisiva azione di denuncia ed informazione sul nucleare oltre ovviamente a proseguire nel percorso di aiuto concreto verso le popolazioni vittime del disastro di Chernobyl sempre più abbandonate a se stesse e dimenticate da parte della comunità internazionale .

Vi chiediamo di aderire anche con un piccolo contributo ed effettuando una raccolta fondi dedicata che sostenga il nostro progetto. Per farlo potete contattare Simonetta Grechi presso il nostro centro di Rispescia allo 0564-48771 oppure scrivendo a solidarieta@festambiente.it. In allegato trovate la scheda di adesione al Progetto Rugiada (scadenza 15 marzo) con tutte le possibilità di partecipare a questa importante campagna.

Un abbraccio,

Rossella Muroni
Direttrice Nazionale Legambiente

Angelo Gentili
Responsabile Legambiente Solidarietà

Clorofilla film festival – loc. Enaoli – 58100 Rispescia -Gr- tel. 0564-48771 fax 487740
cinema@festambiente.it – www.festambiente.it

Casse di espansione ai Laghi Primavera Assemblea pubblica 23 dicembre ore 21 presso Circolo MCL di San Biagio

Il Circolo Legambiente di Pistoia ricorda che è ancora possibile presentare osservazioni avverse alla costruzione delle Casse di espansione ai Laghi Primavera
Purtroppo ancora oggi, pochi sanno in cosa consistono, quali effetti possono avere , a chi devono essere presentate e con quali modalità.

Legambiente, vista l’ormai prossima scadenza del termine fissato per la presentazione delle osservazioni al 29 Dicembre 2014 presso il Ministero dell’Ambiente chiamato a deliberare circa l’adeguatezza del progetto presentato dal Comune di Pistoia attraverso la procedura di VIA, cioè la valutazione d’impatto ambientale, anche a fronte di numerose richieste di chiarimenti in merito, ha deciso di indire una riunione sul tema il 23 Dicembre 2014 alle ore 21:00 presso circolo M.C.L San Biagio, con lo scopo di informare correttamente gli interessati dello stato attuale del progetto e di fornire la necessaria assistenza a tutti coloro che vorranno apportare il loro contributo con adeguate osservazioni.

Preme sottolineare che le suddette osservazioni per legge devono essere lette e valutate nel contesto della procedura di VIA ed è per tale motivo che l’invito è a partecipare numerosi, in maniera attiva e convintamente. Alla serata partecipano:

Antonio Sessa Presidente Legambiente Pistoia
Mauro Chessa Presidente Rete dei Comitati per la difesa del territorio
Marco Beneforti sezione WWF Pistoia

Scarica il comunicato

Comunicato Laghi Primavera

“Fermate la distruzione delle Alpi Apuane e dei suoi acquiferi carsici”

Firenze, 18 novembre 2014 Comunicato stampa

LEGAMBIENTE AL PARCO,
ALLA REGIONE e alla rete europea dei geoparchi:
“fermate la distruzione delle Alpi Apuane e dei suoi acquiferi carsici”

L’associazione presenta un dossier sull’impatto di 13 cave nel Parco Regionale delle Alpi Apuane

Riaperture, ampliamenti e fusioni di cave dismesse, sbancamenti di nuovi versanti, nuove strade di arroccamento, nuovi ravaneti, valutazioni d’impatto ambientale alquanto sommarie, l’86,4% di detriti per estrarre il 13,6% di blocchi, acquiferi messi in pericolo da dilavamenti di terre e marmettola; circhi glaciali, cavità carsiche, versanti sopra i 1.200 metri e siti d’interesse comunitario per la biodiversità, intaccati da nuove escavazioni, etc.

Sembra un bollettino di guerra all’ambiente, ma basta consultare sul sito del Parco Regionale delle Alpi Apuane gli atti di autorizzazione in corso per 13 cave di marmo, per rendersi conto che tutto questo sta succedendo, e non è un’eccezione ma la norma, all’interno di un importante Parco Regionale, riconosciuto anche come Geo-Parco delle rete Europea dei Geo-Parchi, nonché l’area più importante per la biodiversità della Toscana, per la quale l’Unione europea esige una tutela particolare.

“(…) Le Alpi Apuane:
• rappresentano un territorio di inconsueta qualità ambientale, straordinariamente ricco di paesaggi, ambienti ed emergenze naturalistiche;
• esprimono la loro ricchezza naturalistica non solo attraverso la flora e la fauna, ma pure attraverso le rocce, i minerali, i fossili, le strutture tettoniche, le forme superficiali e profonde della Terra, che forniscono elementi inconsueti, vari e diffusi di valore ambientale;
• costituiscono un complesso orografico di grande suggestione scenica, per l’imponenza della dorsale principale e la morfologia assai aspra;
• presentano numerosi habitat e specie animali e vegetali di interesse comunitario, che hanno qui consentito di definire una ZPS estesa e dieci SIC, direttamente legati al paesaggio fisico e al substrato geologico (…)”

Non sono dichiarazioni di ambientalisti intransigenti, ma la Delibera N° 54 del 2010 del Consiglio Direttivo del Parco delle Alpi Apuane, necessaria per dar corso alla Candidatura dell’area protetta come Geo-Parco riconosciuto dalla Rete Europea e Globale dei Geo-Parchi, sotto gli auspici dell’UNESCO.
In seguito a questa situazione, Legambiente ha deciso di scrivere al Presidente del Parco, al Presidente e agli Assessori competenti della Regione Toscana ed al Coordinamento di EGN-European Geoparks Network in Francia, per denunciare il pericolo al quale sono esposte le Alpi Apuane, attraverso un dossier articolato e documentato che prende in esame i documenti di autorizzazione in corso per 13 cave di marmo nel territorio del Parco, distribuite in tutte le aree: Lunigiana e versante apuano della Provincia di Massa-Carrara, Garfagnana e Alta Versilia in Provincia di Lucca.

Legambiente esprime profonda preoccupazione per le numerose autorizzazioni in corso di cave nel Parco Regionale delle Alpi Apuane che comportano conseguenze incompatibili con l’equilibrio dei delicati ecosistemi e, in particolare, con il sistema degli acquiferi carsici, particolarmente vulnerabili alle infiltrazioni di polvere di marmo, terre di risulta ed oli esausti.

“Questa situazione – commenta Fausto Ferruzza, Presidente di Legambiente Toscana – appare in contraddizione con la parallela revisione del Piano di Indirizzo Territoriale con valenza di Piano Paesaggistico, adottato il 2/7/2014 dalla Regione Toscana, e, soprattutto, in stridente e paradossale contrasto con le direttive e le finalità istitutive stesse del Parco Regionale delle Apuane! Per questo, il nostro livello di preoccupazione è massimo”.

“Gli enti in indirizzo – dichiara Antonio Nicoletti, Responsabile nazionale aree protette di Legambiente – devono adoperarsi per sospendere tutti i procedimenti autorizzativi delle cave in questione e rivedere radicalmente pianificazione e atti amministrativi del Parco. Non è ammissibile che un Parco Regionale, per di più in Toscana, interpreti a favore dell’escavazione speculativa le Direttive europee per la biodiversità e i principi che stanno alla base della sua inclusione nella Rete Europea e Globale dei Geoparchi. Se le richieste appena formulate non fossero pienamente attese, a Legambiente non rimarrebbe che segnalare alla UE la violazione delle Direttive di Natura 2000 e proporre l’esclusione delle Alpi Apuane dalla Lista dei Geoparchi europei”.

Per consultare integralmente il dossier, ecco l’URL di riferimento: http://www.legambientecarrara.it/category/temi-locali/marmo/cave/

http://tinyurl.com/q4y3hmh

Katia Rosanna Rossi – Ufficio stampa Legambiente Toscana
055.6810330 – email: ufficiostampa@legambientetoscana.it