Articolo L’Espresso – Porrettana Abbandonata

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L’ESPRESSO 5/9/2013
Porrettana abbandonata
Una comunità viva dell’Appennino. Dove c’è lavoro e i giovani restano. Ma la
Regione taglia la storica ferrovia
DI ROBERTO DI CARO FOTO DI FRANCESCO COCCO

Pare di essere in un film dei fratelli Lumière. Camera fissa sui duecento
metri quadri della piazza centrale tra il bar, la posta e la chiesa del
Quattrocento: in rapida successione, in un intarsio d’ accenti fra il
toscano dei locali e l’inglese, francese, russo, tedesco dei villeggianti,
scorrono mamme che scendono a fare la spesa, ragazzini che giocano a palla,
bambine in bici, la signora del banchetto vintage. Intanto gli avventori
s’alternano ai tavoli di briscola, il furgoncino Ape della Pro Loco corre a
preparare la tombola, il complessino piazza le casse per le danze serali,
una squadra ciclistica sbuca dal viale e s’infila tra due case in una
stradina segnalata come senza uscita… Persino la grafia è incerta, su un
cartello leggi San Mommè e su quello accanto Sammommè metri 555 sul mare. Ma
questo borgo immerso nel verde sull’Appennino a cavallo tra Emilia e
Toscana, esattamente a mezzo della storica ferrovia Porrettana che collega
Pistoia a Porretta Terme è, come l’intero rosario di paesini snocciolati
lungo la linea tra le valli dell’Ombrone, della Brana e in Emilia del Reno,
un esemplare paradigma. Un microcosmo dove precipitano le assurdità di
un’Italia dalle mille risorse e possibilità di sviluppo che, per ignavia o
incompetenza o impotenza della politica e delle istituzioni, viene mandata
al macero con tagli inopinati. Impoverita di servizi essenziali, treno,
posta, bancomat, negozi. Ridotta alla sussistenza. A rischio cancellazione.
Non serve neppure una mente maligna: bastano gli automatismi burocratici, il
piccolo cabotaggio ragionieristico, qualche scelta strampalata degli enti
locali.
Tutto ruota attorno alla ferrovia. «Inaugurata nel 1864», ricostruisce lo
storico del luogo Andrea Ottanelli: «Questa linea è un capolavoro
d’ingegneria citato in ogni manuale, con le sue gallerie per l’epoca tra le
più lunghe d’Europa, i sette ponti ad arcate multiple distrutti nel ’44 dai
tedeschi in ritirata e ricostruiti in quattr’anni appena, più tutto ciò che
è nato intorno e grazie al treno: ferriere e cartiere, a inizio Novecento
una fabbrica di munizioni che dava lavoro a cinquemila persone, da metà anni
Venti il turismo». Qui passavano tutti i treni da Parigi a Firenze, ai
buffet oggi abbandonati delle sue stazioni desinavano i viaggiatori mentre
le locomotive si rifornivano d’acqua e carbone. A San Mommè dove un tempo
villeggiava Caterina de’ Medici con la sua corte arrivavano le ricche
fiorentine con ombrellino, dame e balie appresso, e più tardi pittori come
Annigoni e gli altri che hanno istoriato ogni casa della frazione Castagno,
e poeti, scrittori, musici, fino ai produttori del “Signore degli anelli”.
Un reperto, pregiato ma nulla più? Al contrario: «Questa è una linea
modernissima! », testimonia Manuele Magni, ferroviere: «Una decina d’anni fa
è stata completamente rinnovata, qui è stato sperimentato il sistema di
sicurezza poi applicato sull’alta velocità e oggi in uso su tutta la rete».
Quest’estate sono in corso lavori di miglioramento per oltre un milione e
mezzo di euro, soldi di Rete ferroviaria italiana.
A gestire il servizio locale, però, è la Regione Toscana. E lei, nel marzo
2011, fa cadere la mannaia. Senza discuterne con nessuno, alla faccia della
legge regionale sulla partecipazione dei cittadini, cancella metà dei treni,
12 sui 24 giornalieri. Spiegazione: i tagli dei trasferimenti statali, il
costo per passeggero, non c’è più un soldo, qualcosa bisogna sacrificare. Ma
chi sostituisce parte dei treni aboliti con autobus che su quelle strade
curve e strette ci mettono un’eternità e d’inverno quando nevica mollano gli
studenti a 4 chilometri da casa? La Copit, società partecipata al 70 per
cento dal Comune di Pistoia e altri 14 municipi. In crisi per circa un
milione e mezzo di euro. Che coi soldi prima destinati ai treni tira
momentaneamente il fiato: in barba alle ciance sulla mobilità sostenibile di
una sinistra che ai tempi neanche voleva le autostrade perché viva il ferro
abbasso la gomma. Quanto ai risparmi, «per far lavorare la Copit
s’inventarono persino un bus che partiva vuoto da Pistoia alle 4 e 20 di
notte e vuoto arrivava a Porretta. Una beffa, cancellata solo dopo le
proteste», racconta Samuele Pesce, Legambiente e Comitato La Porrettana
viva. Perché il rischio concreto è proprio che finiscano per smantellarla
del tutto. «La logica è sempre la stessa, si crea il disservizio, poi si
dice “vedete? Non serve, non rende”, e si chiude il servizio», chiosa Pesce.
Nel creare disservizi si scoprono maestri: ora, a lavori in corso, gli
autobus sostitutivi della Copit partono 5 minuti prima dell’arrivo del treno
“in coincidenza”, e arrivano 5 minuti dopo la partenza del treno
corrispondente, coi turisti bloccati da una a tre ore. Non sai se è un
capolavoro di malizia o una barzelletta.
Non stiamo parlando di paesini di montagna destinati all’estinzione alla
scomparsa dell’ultimo ottuagenario.Tutto all’opposto. Di esodo verso le
città non c’è traccia dagli anni Settanta, i giovani restano, le famiglie
fanno figli, il lavoro si trova o s’inventa, le iniziative brulicano, i
turisti scoprono il posto su Internet ma poi tornano. Sono borghi attivi e
vivacissimi. Da manuale di sociologia alla voce “comunità”, nel senso che
s’arrangiano da soli o quasi. «Ci siamo comprati un defibrillatore, abbiamo
rifatto il giardino e il parco giochi, teniamo pulite noi vie e piazze con
un piccolo contributo del Comune di Pistoia, tagliamo l’erba al campo di
calcio, presentiamo libri, abbiamo una piccola compagnia teatrale»,elenca
Lido Bargellini,che lavorava alla Breda di Pistoia e ora è presidente della
Pro Loco. Si sono forniti di teleriscaldamento: «Fondi europei, centrale a
biomasse coi residui della lavorazione del legno» ,spiega Riccardo
Chelucci,cui venne l’idea otto anni fa e che ha dato il terreno in comodato:
presidente Confindustria turismo di Pistoia e proprietario di uno dei due
alberghi di San Mommè, ha anche allestito un piccolo museo musicale, dal
gong di Puccini alla prima della Butterfly al piatto dei Rolling Stones
firmato da Mick Jagger.
È su questa comunità che cala la mannaia. Non è solo il treno. Cerchi un
bancomat: non c’è, per la Cassa di Risparmio due mesi l’anno di turismo non
meritano lo sforzo. Entri al mercatino di beneficenza e Fiorenza Pivari,
famiglia di casellanti durante la guerra e 17 anni alle poste quando il
“procaccia” ritirava ogni mattina il sacco al treno, ti racconta come
abbiano «prima ridotto l’apertura a tre giorni la settimana, poi solo il
mercoledì pomeriggio, così non ci si va più neppure a ritirare la pensione.
Finiranno per chiudere l’ufficio». Entri da Pane e dintorni, l’unico
alimentari di San Mommè, uno spettacolo di formaggio da latte crudo lavorato
nella paglia, e Mila Meoni la proprietaria ti spiega che il marchio Conad
gliel’hanno tolto «perché il negozio è troppo piccolo. Ho comprato un forno
per cuocere pane speciale e polli, me l’hanno fermato perché nel locale,
dell’Ottocento, mancano sette centimetri d’altezza. Basta, il 30 settembre
chiudo. Definitivamente».
Speranze di ribaltare il declino? Ci sarebbero. L’assessore dei tagli ai
treni ha lasciato dopo un anno e mezzo di proteste sui binari e nelle
piazze. Il nuovo, Vincenzo Ceccarelli, avanza timide ipotesi di ripristino
della Porrettana legate all’incremento del traffico. «Pensi che a Pistoia
c’è l’unica officina dove si restaurano i treni storici e un parco museo con
le locomotive d’antan e le mitiche carrozze “centoporte”», ricorda Ottanelli
lo storico, coprogettista del parco: «In Svizzera, Austria e Trentino, quei
treni li rimettono in funzione su linee storiche per la gioia dei turisti e
degli albergatori, e ci fanno un sacco di soldi. Perché qua no?».

“Ho conosciuto una donna”, spettacolo teatrale

Aiutiamo volentieri un amico a pubblicizzare questa interessante iniziativa. I ricavati dello spettacolo verranno devoluti alla Fondazione Sandro Pitigliani per la lotta contro i tumori ONLUS.

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Conferenza stampa di Legambiente e WWF sul nuovo ospedale San Jacopo

Cliccate QUI per ulteriori informazioni.

 

Rapporto Biodiversità 2013

AI REGIONALI
AI CIRCOLI

Cari amici,
Vi inviamo il Dossier Biodiversità 2013, scaricabile QUI, che come ogni anno fa il punto della situazione sullo stato della biodiversità a livello nazionale e internazionale.
Quest’anno il Dossier è aggiornato con i dati della Lista Rossa Italiana, pubblicata a fine maggio dal Comitato Italiano dell’IUCN e da Federparchi: la Lista Rossa Italiana, che elenca lo stato di conservazione delle specie, ha preso in considerazione la flora e i vertebrati terrestri e marini indicando per ogni specie esaminata il grado di minaccia. Nel caso vi interessi, la versione cartacea delle Liste Rosse può essere richiesta direttamente a Federparchi (06/51604940-segreteria.federparchi@parks.it)
Inoltre il Dossier Biodiversità 2013 contiene un Focus sulla tutela della biodiversità delle zone umide, a cui hanno collaborato Ambiente Italia e l’Università delle Marche.
Per qualsiasi ulteriore informazione (e per avere la copia in alta definizione), potete contattare direttamente Federica Barbera f.barbera@legambiente.it.A prestoRossella Muroni
Direttore generale Legambiente

Premio ambientalista dell’anno

AI REGIONALI
AI CIRCOLI

Carissimi,
il Premio Ambientalista dell’Anno di Legambiente e La Nuova Ecologia
giunge quest’anno alla settima edizione.
E introduce qualche novità:
la sede del premio (oltre che della premiazione vera e propria) diventa
Casale Monferrato (AL), città di Luisa Minazzi a cui è intitolato
l’evento, donna simbolo della lotta contro l’amianto scomparsa nel 2010
a causa del mesotelioma. Qui si è costituito un Comitato Organizzatore,
composto oltre che da Legambiente anche da diverse associazioni, fra le
quali l’Afeva (Associazione Familiari Vittime dell’Amianto) e
l’Associazione dei Comuni Virtuosi, che entrano così a portare linfa
nuova al progetto.
L’idea di radicare il premio a Casale vuole essere altamente simbolica,
sia per un territorio, come quello casalese, che cerca di rinascere dopo
essere stato colpito da un disastro ambientale che continua nei suoi
effetti tragici, sia per l’intero territorio nazionale, quello da
bonificare e quello colpito dal dissesto idrogeologico. Per questo, il
comitato intende organizzare collateralmente al Premio, iniziative di
riflessione e di proposta sul tema della rigenerazione urbana e della
costruzione di un nuovo modello di sviluppo.

Come sempre, però, i candidati li scegliete anche voi!
Il premio, che ha un valore puramente simbolico, cerca personaggi che si
impegnano per … l’Italia che vorremmo: amministratori efficienti,
imprenditori lungimiranti, cittadini che s’impegnano per il bene comune.
La forza dell’esempio per mostrare che il cambiamento è possibile.
Attiviamoci, dunque, per individuare nei rispettivi territori, persone e
progetti che si impegnano in battaglie lungimiranti e costruttive per il
benessere dell’ambiente e della società. Con iniziative rivolte verso
obiettivi che tengono insieme l’etica, i bisogni generali del paese, la
sostenibilità ambientale:
i circoli di tutta Italia sono invitati a mandare la loro segnalazione
entro il 25 giugno 2013
con una mail a info@legambientecasale.it. Sarà poi la Giuria Preliminare
– composta da giornalisti, professori e personalità di rilievo – a
selezionare otto candidati tra quelli proposti dai circoli, e saranno
come sempre i lettori della Nuova Ecologia e i soci di Legambiente a
designare il vincitore!

Aspettiamo numerose le vostre segnalazioni:
i tempi, è vero, sono stretti, ma siamo sicuri che di storie “virtuose”
ne avete già tante nel cassetto!

Grazie

Rossella Muroni

Direttore Generale di Legambiente

Vittorio Giordano e Stefano Musso

per il Circolo Legambiente di Casale Monferrato

Al Moca si gioca!

Aiutiamo con piacere le nostre socie e amiche della Giodò a condividere la loro interessante iniziativa!

mocasigioca

Il verbo “giocare” nell’immaginario comune difficilmente si sposa con i luoghi che si fanno promotori di cultura: l’idea che una galleria civica, o un museo, sia una realtà viva e presente sul territorio dove abitiamo e che possa coinvolgere sempre, anche oltre la prima visita, è ancora difficile da radicare nelle menti dei grandi come dei bambini.

L’obiettivo della Cooperativa Giodò, che gestisce lo spazio espositivo del Moca, la galleria di arte contemporanea nel Palazzo comunale di Montecatini, è proprio quello del coinvolgimento e del contatto vivo tra visitatori e territorio, e l’attività didattica, scolastica ma soprattutto extrascolastica, è da sempre considerata un canale fondamentale per creare e mantenere questi legami.
Con il “Moca si gioca!” la rima oltretutto viene da sé!Saranno tre pomeriggi aperti al gioco e alla scoperta dell’arte contemporanea di casa al Moca, e  coinvolgeranno bambini e famiglie in esplorazioni di linguaggi artistici e di materiali, perché come diceva Munari “giocare è una cosa seria”.
Queste le date da segnarsi: sabato 18 maggio, venerdì 7 giugno e domenica 16 giugno, dalle 16,30 alle 17,30La prenotazione è obbligatoria, fino al giorno prima, da effettuarsi per mail a giodocoop@gmail.com o per telefono al 320 8034671. Il costo dell’attività è di 5,00 € a bambino, con riduzioni previste per i possessori della tessera Mocamico.

Discarica in Valdibrana

Il Circolo Legambiente di Pistoia denuncia ancora una volta il giornaliero abbandono di rifiuti ingombranti, questa volta siamo in località Valdibrana dove nei pressi dei cassonetti che si trovano lungo la brana, a meno di 100 m dalle abitazioni (in Via di Valdibrana prima del civico 72)  si può trovare di tutto con il rischio di inquinamento del torrente stesso.

I cassonetti della raccolta differenziata sono sempre stracolmi e, come potete notare dalle foto allegate, si sta creando una vera e propria discarica abusiva dove viene abbandonato ogni tipo di rifiuto anche i più pericolosi: gomme, materassi, mobili, frigoriferi, vetri rotti, sanitari, lavatrici, tv…

La strada è molto frequentata da sportivi, da bambini in bicicletta o a piedi, nonchè da molti turisti che, soprattutto in questo periodo, vanno a visitare il santuario della Madonna di Valdibrana.

Ricordiamo a tutti i cittadini che esiste un servizio gratuito effettuato da Publiambiente per il ritiro gratuito degli ingombranti basta utilizzare il numero verde dell’azienda.

Facciamo un appello alle Istituzioni interessate affinchè il problema sia risolto a breve ed in modo definitivo.

Antonio Sessa Legambiente Pistoia

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