Da ReportPistoia – Comitati e Legambiente contro la Cassa di espansione al laghi Primavera

di Ilaria Lumini
PISTOIA – Questa mattina, nei locali della libreria lo Spazio, è stata indetta da Legambiente Pistoia e dalla rete dei comitati per la salvaguardia del territorio, una conferenza stampa dove sono state illustrate le osservazioni sulla realizzazione delle casse di espansione ai laghi Primavera.
Non poche questioni sono state sollevate da Antonio Sessa di Legambiente e Mauro Chessa presidente di rete dei comitati.

“Il progetto è nato sette anni fa e prevedeva un tetto di spesa di 32milioni di euro per la realizzazione delle casse di espansione e del bacino di Gello. – spiega Sessa – Ad oggi, ci siamo trovati di fronte un nuovo progetto, molto invasivo con benefici irrilevanti. E’ stato ridotto l’impegno finanziario da 32milioni a 16milioni di euro e il bacino idrico di Gello, necessario al fabbisogno pistoiese, ridotto a 300mila mc anziché 900mila mc. Data per certa la realizzazione del progetto chiediamo che si faccia un’informazione capillare ai cittadini, in quanto l’intervento preposto sarà molto invasivo. Chiediamo che questo progetto, sconvolto dal suo stato di partenza, venga preso in esame dal consiglio comunale e che questo informi i cittadini con un’assemblea pubblica di ciò che succederà ai Laghi Primavera nei prossimi mesi. Basti pensare al tragitto percorso dai mezzi di lavoro che entreranno nella viabilità pubblica in quanto non è stato pensata una strada alternativa”.
Il trasporto del materiale – come riportato da Legambiente – entrerà nella viabilità pubblica in via di Sarripoli, quindi via dei Ciuti e via Brandeglio fino alla via Modenese proseguendo sul raccordo autostradale fino all’uscita di Pistoia Ovest; arrivando poi al cantiere in corrispondenza del ponte sul Torbecchia. I dati delle associazioni hanno riportato una stima di 15.385 viaggi di andata e altrettanti di ritorno ripartiti su 220 giorni lavorativi.Osservazioni di ordini tecniche sono state sollevate dal presidente di rete dei comitati Chessa.
“E’ un progetto pieno di contraddizioni e inesattezze. E’ incongruente spendere soldi realizzando una cassa di espansione quando il vero problema è la fragilità degli argini. L’efficacia della cassa di espansione per limitare la tracimazione degli argini per la valle dell’Ombrone è nulla, in quanto abbasserà la piena ma la allungherà causando un ristagno delle acque nelle zone colpite”.
Di particolare criticità il caso della famiglia Noci che abita nei pressi dei Laghi Primavera dove verrà realizzata la cassa di espansione. Il progetto prevede, infatti, un argine di 8metri di altezza che costeggerà tre lati della loro abitazione. “Il nostro incubo è iniziato nella seconda metà di Novembre – racconta Paolo Noci – quando la nostra famiglia ha ricevuto un progetto di esproprio da parte del Comune su una porzione del nostro giardino (330 metri). Con il progetto, la nostra casa verrà circondata da una muraglia alta 8 metri che ci renderà la vita drammatica. La perdita del valore stesso dell’immobile, che è sotto tutela dei beni artistici, è una grave conseguenza che questo progetto porterà alla nostra famiglia. Questo oltre la tragicità di essere circondati da un argine di così grandezza e altezza. Siamo seguiti da un legale ma non siamo in contenzioso perché speriamo di risolvere la situazione in maniera pacifica. La casa è stata comprata 35anni fa con sudore e fatica e al momento viene abitata da sei persone: mia moglie, i miei due figli, mio padre e mia suocera.Abbiamo mandato una lettera al Comune che prenda in considerazione come ultima possibilità l’espropriazione della nostra casa così che ci sia un indennizzo del valore di mercato dell’immobile cosi da permetterci di ricomprarci una nuova casa. Ma ancora non abbiamo avuto risposta”.

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